Biografia

Pierre Casè , * 16.2.1944 Locarno, † 24.8.2022 Maggia TI. Pittore, incisore e illustratore. Nature morte, paesaggi, muri e stele. È stato presidente della Società pittori scultori e architetti svizzeri e Direttore artistico della Pinacoteca Casa Rusca a Locarno, dal 1989 al 2000, membro della Commissione federale della Fondazione Gottfried Keller e del Consiglio della Fondazione Giovanni Segantini. Di particolare rilievo sono state, fra le altre, le mostre dedicate a Max Bill, Giuseppe Santomaso, Osvaldo Licini, Alberto Burri, Enrico Baj, Emil Schumacher, Antoni Tàpies e Marino Marini. In questi anni si è anche occupato della valorizzazione delle collezioni della Città, con mostre negli spazi della Pinacoteca e in numerosi musei all'estero. Dall'inizio del 2001 la sua attività è tutta rivolta alla produzione artistica.

Nel giugno 2022 era stato presentato il libro di Martino Giovanettina a lui dedicato, Pierre Casè. Cronache da una vita, una biografia non convenzionale. 

Conclusa la formazione professionale, inizia l’attività lavorativa come decoratore di vetrine ma si dedica anche, da autodidatta, alla pittura e frequenta con certa regolarità gli studi dei pittori Bruno NizzolaFilippo Boldini e dello scultore Max Uehlinger. La sua attività espositiva ha inizio nel 1964. A partire dagli anni ’70 realizza anche edizioni d’arte e cartelle di grafica, illustra libri e pubblicazioni ed esegue una serie di interventi pittorici di grandi dimensioni in edifici pubblici e chiese anche oltre i confini cantonali. Presidente della SPSAS sezione Ticino (1980-1987) e della SPSAS Svizzera (1987-1993),nel 1989 diventa direttore artistico della Pinacoteca comunale Casa Rusca di Locarno: darà allora avvio a un notevole ciclo di mostre riconducibili in prevalenza all’area informale. Nel 1992 il Dipartimento federale dell’interno gli conferisce il Premio destinato ai migliori operatori culturali svizzeri; nel 1994 viene nominato membro della Commissione federale per la Fondazione Gottfried Keller; nel 1997 entra a far parte del Consiglio della Fondazione Giovanni Segantini. Nel 2000, per motivi di salute, lascia gli incarichi assunti e si dimette dalla carica di direttore della Pinacoteca Casa Rusca. Continua a lavorare nell’atelier di Maggia e si lega a Venezia, dove soggiorna ed espone nel 2014-2015 e 2017. Tra le personali in Ticino si ricordano quelle al Castelgrande di Bellinzona (2013-2014),al Museo Epper di Ascona (2014) e alla Fondazione Ghisla Art Collection a Locarno (2021-2022).

C’è un doppio elemento di fondo che attraversa e unifica l’arte di Casè lungo tutto il suo percorso: da una parte il riferimento costante, più o meno diretto e leggibile, al dato di natura, dapprima paesaggistico e poi antropologico, della Valmaggia; dall’altra il ricorso sempre più accentuato all’elemento materico riconducibile al luogo. Inizialmente, l’artista utilizza una pittura a olio magra e fluida, limitata a poche terre. A partire dal 1972 una progressiva riduzione cromatica e formale lo porterà a costruire il quadro per campiture giustapposte e quasi geometriche, come appezzamenti terrieri, con delicati passaggi tonali appena accesi qua o là da una nota timbrica di colore su una materia (in genere polvere di marmo),preventivamente campita sulla tela.

Dall’esplorazione della materia e dall’impiego di tenui colori per affresco matura negli anni ’80 la serie delle Reliquie e Impronte del tempo che, prendendo come riferimento i muri del villaggio con i loro colori ormai scialbati dal tempo, con le iscrizioni, i segni e i simboli lasciati dall’uomo, si avvicina sempre più all’informale. Un processo che diventa radicale negli anni ’90 per via di una drastica contrazione del colore concentrato in pochi elementi naturali – asfalto, sabbie, ceneri, fuliggine, grafite, pigmenti – alchemicamente fatti reagire con fuoco o acqua, ciò che ne determina il tono ruggine di fondo, il variare lucido o opaco del catrame; al tempo stesso l’artista abbandona il referente esterno per creare densi spazi di materia e di colori attraverso i quali «porta dentro il quadro» atmosfere e sensazioni del suo paesaggio montano (Atmosfere arcaiche, 1996-2000). È come se Casè attraverso uno spaccato di strati millenari si calasse nel cuore geologico della terra, che è un po’ anche una testa umana (Mnemosine, 2004-2007),segnata da profonde fenditure scure, da tumefazioni e rivoli di liquidità. L’immagine assume inflessioni di composta monumentalità, con sprofondamenti nel tempo, nei meandri della terra e dell’animo umano.

L’accrescimento dell’elemento materico lo porterà infine all’inclusione sempre più insistita e simbolicamente connotata di oggetti residuali della civiltà contadina nei cicli Ritorno alle origini (2013-2014), Il Bestiario e Antiche presenze (2014-2015) ed Ex Voto (2016-2019): vecchi ferri, lamiere arrugginite, corni di mucca o chiodi in legno, vecchie serrature o filo spinato. Reliquie di un mondo ormai quasi del tutto cancellato, deprivate del loro senso originario e gettate al macero, che l’artista recupera, riattiva e attorno alle quali egli costruisce l’opera così da farne una sorta di icona carica di religioso silenzio e di memorie. È la conclusione di un percorso dal visivo al mentale, nell’intento di restituire il senso di un passato giunto alla fine, ma che ancora sopravvive nella memoria e negli affetti di chi lo ha vissuto o anche solo sfiorato.

Opere in collezioni istituzionali (selezione): Bellinzona, Museo Villa dei Cedri; Locarno, Credit Suisse; Locarno, Fondazione Ghisla Art Collection; Riazzino, Fondazione Matasci.

Arte nello spazio pubblico / nell’architettura (selezione): Locarno, Ospedale della Carità; Riehen, chiesa di St. Franziskus; Valbonne-Cannes (F),chiesa di Sophia Antipolis.

Claudio Guarda, 1998, aggiornato nel 2022
 

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Espone regolarmente, sia in Svizzera sia all’estero dal 1964, e dal 1967 è membro attivo della SPSAS – Società pittori scultori e architetti svizzeri – di cui è stato apprezzato presidente nazionale dal 1987 al 1993.

Per dieci anni, dal 1989 al 2000, è stato Direttore artistico della Pinacoteca Casa Rusca di Locarno, per quale ha curato l’organizzazione di importanti rassegne dedicate all’arte europea del Novecento, con particolare attenzione per la produzione svizzera, italiana, tedesca e spagnola.

Di particolare rilievo sono state, fra le altre, le mostre dedicate a Max Bill, Giuseppe Santomaso, Osvaldo Licini, Alberto Burri, Emil Schumacher, Antoni Tàpies e Marino Marini. In questi anni si è anche occupato della valorizzazione delle collezioni in città, con mostre negli spazi della Pinacoteca e in numerosi musei all’estero.

Dal 1991 al 2000 ha fatto parte del Consiglio di fondazione della Fondazione Marguerite Arp.
Nel 1994 è stato nominato membro della Commissione federale della Fondazione Gottfried Keller da parte del Consiglio federale, mentre nel 1997 è stato chiamato a far parte del consiglio della Fondazione Giovanni Segantini, cariche, queste ultime, che ha lasciato per motivi di salute nel mese di gennaio 1999.

Dall’inizio del 2001 la sua attività è tutta rivolta alla produzione artistica.
Dal gennaio al giugno 2007 è stato ospite della Fondazione Castelforte – Forberg a Venezia. Sempre a Venezia ha presentato la sua esposizione Mnemosine per Venezia nella Chiesa S. Stae sul Canal Grande.
Dal settembre all’ottobre 2011 presenta al primo piano della Scuola Grande della Misericordia a Venezia, l’esposizione Misteri del Sotoportego.

L’opera di Pierre Casè è indissociabile dalle sue radici. Nato a Locarno, è però legato sin da bambino alla Vallemaggia, dove vivono i nonni. L’imponente valle incassata nelle Alpi Lepontine e da cui il fiume Maggia si riversa, a tratti placido e a tratti impetuoso, nelle acque del Lago Maggiore diventa la sua terra del cuore, paesaggio dell’anima e sorgente d’ispirazione artistica. In un mondo votato a una globalizzazione assoluta, Pierre Casè emerge come una figura anacronistica, una radicale antitesi. È artista, per cui vive in simbiosi con il tema centrale della sua opera: un legame apparentemente nostalgico con il «suo» Ticino, con la «sua» Vallemaggia, da cui spesso traspare un senso di rimpianto verso il passato. Al tempo stesso, è lui a creare il suo Ticino, un meta-Ticino che ha più punti di convergenza con i sentieri onirici della mitologia aborigena australiana che con i tanto propagandati itinerari escursionistici della «Sonnenstube» elvetica.

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https://www.rsi.ch/news/vita-quotidiana/cultura-e-spettacoli/Morto-lartista-Pierre-Cas%C3%A8-15575713.html

https://www.cdt.ch/news/e-morto-lartista-pierre-case-291586

 

Link:

https://pierrecase.ch/

https://www.google.com/search?q=pierre+case&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=2ahUKEwjo5cyCnsfzAhUf_7sIHeO_DbsQ_AUoAXoECAIQAw&cshid=1634122875181995&biw=1792&bih=974&dpr=0.94

http://www.pierrecase.ch/bestiario.html

http://www.arte.it/calendario-arte/venezia/mostra-pierre-cas%C3%A8-il-bestiario-36657

https://lanostrastoria.ch/entries/m9NAQK8JXz4

http://www.ticinolive.ch/2016/06/11/pierre-case-venezia-gli-affascinanti-misteri-del-sotoportego-aymone-poletti/

http://www.dallombra.it/wp-content/uploads/2011/08/16_Int_Bertelli.pdf

http://1995-2015.undo.net/it/mostra/165469

http://1995-2015.undo.net/it/mostra/49143

https://www.swissinfo.ch/ita/i-luoghi-della-memoria-sospesi-tra-mare-e-cielo/5773214

http://othermovie.ch/news/come-in-una-favola-pierre-case-maggia-ticino.html

https://www.invallemaggia.ch/it/storie/il-mestiere-pi-u-bello-del-mondo

https://www.gettyimages.ae/photos/sotoportego

https://www.triangolo.ch/media/57240/Pierre-Cas%C3%A8-locandina.pdf

https://www.azione.ch/cultura/dettaglio/articolo/in-onore-della-bestia-secondo-pierre-case.html

https://sepia2.unil.ch/wp/luniversitario/pierre-case-quando-lartista-rivive-il-passato-in-ottica-futura/

https://www.dvclub.info/pierre-case-i-misteri-del-sotoportego-venezia/

https://www.parrocchiemaggia.ch/files/Via_Crucis.pdf

https://www.laregione.ch/cantone/locarnese/1532920/case-pierre-ghisla-artista-fondazione-voto

https://www.fondazioneepper.ch/wp-content/uploads/2021/02/Pagine-da-RVL-aprile-2014.pdf

https://www.laregione.ch/ticino7/ticino7/1528990/case-arte-locarno-atelier-fare-pierre-art

https://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/attualita-culturale/Pierre-Cas%C3%A8-8781190.html

https://lanostrastoria.ch/entries/m9NAQK8JXz4

https://www.invallemaggia.ch/it/storie/il-mestiere-pi-u-bello-del-mondo

https://www.facebook.com/ghislaart/posts/4376085299105390

https://www.osservatore.ch/addio-allartista-svizzero-pierre-case_69175.html

https://www.rsi.ch/news/vita-quotidiana/cultura-e-spettacoli/Morto-lartista-Pierre-Cas%C3%A8-15575713.html

https://www.laregione.ch/culture/arte/1602514/case-pierre-morto-artista-locarno

 

Come in una favola: Pierre Casè, Maggia Ticino, di René Pandis e Thomas Radlwimmer

L’opera di Pierre Casè è indissociabile dalle sue radici. Nato a Locarno, è però legato sin da bambino alla Vallemaggia, dove vivono i nonni. L’imponente valle incassata nelle Alpi Lepontine e da cui il fiume Maggia si riversa, a tratti placido e a tratti impetuoso, nelle acque del Lago Maggiore diventa la sua terra del cuore, paesaggio dell’anima e sorgente d’ispirazione artistica. In un mondo votato a una globalizzazione assoluta, Pierre Casè emerge come una figura anacronistica, una radicale antitesi. È artista, per cui vive in simbiosi con il tema centrale della sua opera: un legame apparentemente nostalgico con il «suo» Ticino, con la «sua» Vallemaggia, da cui spesso traspare un senso di rimpianto verso il passato. Al tempo stesso, è lui a creare il suo Ticino, un meta-Ticino che ha più punti di convergenza con i sentieri onirici della mitologia aborigena australiana che con i tanto propagandati itinerari escursionistici della «Sonnenstube» elvetica.

https://www.rsi.ch/la1/programmi/cultura/portrait/Come-in-una-favola-9367759.html

https://www.rsi.ch/play/tv/sguardi-sul-mondo/video/come-in-una-favola?urn=urn:rsi:video:14697045

 

PIERRE CASÈ, QUANDO L'ARTISTA RIVIVE IL PASSATO IN OTTICA FUTURA – l'Universitario

Opera presentata alla mostra di Venezia: I misteri del sotoportego.

 


Fotografie di CASÈ Pierre

Nello Studio dell'artista a Maggia - 18 novembre 2012
Nello Studio dell'artista a Maggia - 18 novembre 201224.03.2019
  • Art Gallery L'UOVO DI LUC
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