Biografia

Max Huber, * 5.6.1919 Baar, † 16.11.1992 Mendrisio. Dopo il corso preparatorio alla Kunstgewerbeschule di Zurigo (1935) svolge un apprendistato come grafico presso un’agenzia pubblicitaria zurighese (1936). Attraverso i corsi di Alfred Willimann (fotomontaggio e grafica) viene a conoscenza delle avanguardie costruttiviste e dell’esperienza bauhausiana. Nella Zurigo prebellica vive in prima persona i fermenti innovatori in campo grafico, fotografico e pittorico (Emil SchulthessMax BillWerner BischofGerard Miedinger). Inizia l’attività grafica nel 1940 allo Studio Boggeri a Milano. Huber è attivo anche come pittore, soprattutto negli anni ’40 e dopo il 1970. Dal 1941 al 1945 è di nuovo a Zurigo; realizza svariati progetti scenografici, grafici e pittorici; diventa membro dell’Allianz. Dal 1942 partecipa a esposizioni collettive di arte concreta. Nel 1945 torna a Milano, dove lavora per oltre vent’anni, profilandosi come esponente rinomato della «nuova tipografia». Tra i lavori più noti si ricordano la grafica editoriale per Giulio Einaudi editore (dal 1945); la grafica per l’VIII Triennale di Milano (medaglia d’oro, 1948) e la progettazione grafica per il gruppo Rinascente-Upim (dal 1950). Compasso d’oro per un disegno di tessuto alla IX Triennale di Milano (1954). Primo premio per l’allestimento della III Biennale des arts graphiques a Brno. Nel 1947 organizza con Max Bill e Lanfranco Bombelli la mostra Arte astratta e concreta a Palazzo Reale, Milano. Membro del Movimento Arte Concreta (1949–1952). Intensi contatti con artisti, architetti, designer, intellettuali. Nel 1962 sposa la pittrice Aoi Kono e si trasferisce in Ticino. Mantiene lo studio grafico a Milano fino al 1975; successivamente vive e lavora a Sagno (TI). Incarichi didattici a Milano (Scuola Rinascita, 1946–48; Umanitaria, 1959–1962; Politecnico di design, 1974–76) e a Lugano (Centro scolastico industrie artistiche, 1978–1984). Esposizioni personali a Zurigo e in Italia; prima retrospettiva come pittore a Mendrisio nel 1991. Nel 2005, su iniziativa della Fondazione Max Huber-Kono, viene inaugurato a Chiasso il m.a.x.Museo, intitolato all’artista. Oltre ad organizzare rassegne temporanee, il museo espone in permanenza opere di Max Huber.

Se nella grafica di Huber la dinamica visiva mira all’immediatezza percettiva, in pittura predomina l’interesse per il movimento di un nucleo formale che attivi la superficie pittorica; ambedue gli ambiti operativi sono alimentati da una medesima volontà progettuale di tipo razionale e costruttivista.

Dopo gli inizi accademici degli anni ’30, Huber avvia una ricerca vicina al concretismo zurighese, improntata a uno spiccato dinamismo formale e cromatico. Tra i primi quadri astratti, realizzati all’inizio degli anni ’40, risalta un curioso gioco di interferenze tra geometrie elementari e inserti figurativi naturalistici, indiziari di una temporanea ascendenza surrealista. Fino agli anni ’70 le opere pittoriche (gouaches) presentano aeree configurazioni geometriche su un piano monocromo. Segmenti circolari, traiettorie incurvate o semplici triangoli formano un motivo che viene ripetuto e ruotato, spesso a spirale, secondo un ritmo centrifugo crescente o decrescente. La dinamica strutturale, originante talora prospettive illusorie, si contrappone all’assialità ortogonale o diagonale di tradizione neoplastica. Huber riprende soprattutto il Bill degli anni ’30, guardando anche a Georges Vantongerloo.

A partire dagli anni ’70 la pittura di Huber (acrilico),rivela un diverso approccio compositivo. L’intera superficie è ora intessuta in un disegno ortogonale-diagonale, costituito dalla permutazione di un modulo o nucleo geometrico declinato in molteplici variazioni cromatiche. Negli ultimi anni, Huber accosta contrappuntisticamente strisce di colori sfumati, originando un forte effetto vibratorio.

Opere: Chiasso, m.a.x.Museo; Gordola, Scuola media; Lugano: Museo d’arte della Svizzera italiana; Lugano, UBS; Mendrisio, Museo d’arte.

Maddalena Disch, 1998, aggiornato nel 2017

 

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https://www.centroculturalechiasso.ch/m-a-x-museo/chi-siamo/max-huber/

 

 


Fotografie di HUBER Max

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