Biografia
Jacob Ernst Emanuel, * 1.12.1917 Trubschachen, † 24.12.1966 Russikon. Grafico, pittore e scultore. Frequenta la scuola di arti applicate a Berna nel 1933. Sempre a Berna, svolge un apprendistato come grafico in un'istituzione di riproduzione dal 1934 al 1936 e di incisore a colori, con diploma nel 1938. Dal 1938 al 1940 intraprende viaggi di studio in Germania, Olanda e Scandinavia, nel 1940 segue un soggiorno in Ticino. Dal 1940 al 1942 gestisce uno studio di pittura a Berna. Dal 1942 risiede a Zurigo e nel 1961 costruisce una casa-studio a Russikon. con soggiorni più brevi o più lunghi a Parigi (1946, 1947, 1951/52) e Inghilterra (1952) e con ripetuti viaggi nel sud della Francia, Italia e Spagna.
Come pittore, inizia con paesaggi e ritratti realistici (ad es. Giardino del monastero (1941),Scout (1943),Venditrice di mele (1941). Ben presto, tuttavia, assume un rapporto più libero con il soggetto, seguendo la direzione tardo-impressionista di un Bonnard, ad esempio con i quadri Ignaz (1946) o Finestra aperta (1947). Per trovare la strada verso l'arte non figurativa, si dedica temporaneamente (1948-1949) quasi esclusivamente alla grafica (disegni, linoleum e xilografie),che lo costringe a un ritorno all'artigianato, ai preliminari di materiale, superficie, forma e colore. Forse è in questo campo che riesce a ottenere le soluzioni più pure e convincenti nella loro semplicità: Natura morta con ciotola (1951, linoleografia); Favola di uccelli, Composizione con elementi blu (entrambi 1953, xilografie). Nella pittura, cerca inizialmente un approfondimento tematico e un'interiorizzazione che sfociano nel sacro. Ne fanno parte i progetti per vetrate (non realizzati) e il grande Ultima Cena (1948),le cui creazioni ricordano i problemi formali di Otto Meyer-Amden. Questioni relative ai rapporti tra spazio e corpo rispetto alla superficie pittorica vengono poste in opere influenzate dal cubismo come Arlecchinata, Acrobata negro, Natura morta (1953),o in tentativi di rilievo (premonitori dello sviluppo) testati praticamente, fino a quando, richiamandosi a Paul Klee, struttura informalmente la superficie, ora alta e stretta, ora larga e distesa, a scacchiera e la interseca con abbreviazioni e segni geometrici enigmatici, che attraverso la colorazione sottile e particolare assumono qualcosa di magicamente misterioso o intimamente lirico: Canto della macchineria (tre parti (Variazione I e II),Laboratorio (1949/50),Natura morta con spirale (1950),Paesaggio lunare (1951),Giardino di cristallo (1951),Gioco di specchi (1951),Pesce (1953),Segni e figure (1953–1955),Nascita (1955),Nome della luna (1955),Prospettive (1955/56),Composizione su fondo rosso (1956). Un ulteriore cambiamento di stile si prepara con una serie di acquerelli di dune e rocce di grande formato che l'artista riporta nel 1958 da un viaggio nel sud della Francia. Seguono quadri di vaste dimensioni, la cui astrazione richiama alla mente Max Ernst e la direzione a lui associata del Tachismo. Su uno sfondo prevalentemente azzurro tenue, che si schiarisce dal basso verso l'alto, mostrano diverse fasce o strisce potenti, verticali o orizzontali (con occasionali forme rotonde come risultato) dal colore bruno-grigio al nerastro: Quattro figure (1958),Figure nere (1958),Nove colonne (1958),Quadro I–IV (1958/59). Il ricordo di formazioni geologiche, di stratificazioni e pieghe rocciose rimane conservato più chiaramente nell'applicazione pastosa del colore, a cui corde incorporate spesso conferiscono un rilievo particolare: Uccello Archibald (tempera e collage su tela, 1958),Semiramis (olio e collage su tela, 1958/59). L'arte di Jacob si è sempre affermata anche nel campo della decorazione, come dimostrano i dipinti murali e i mosaici nella scuola Im Gut a Zurigo-Wiedikon (1950) e nell'ospedale civico Waid a Zurigo (1953),ma ora richiede attenzione per i rilievi che testimoniano disciplina e rigore formale nella scuola Im Schnegg a Näfels (1953),nella scuola Allmend a Zurigo (1958) e nella scuola Wolfsmatt a Zurigo-Dietikon (1960, tutti in cemento fuso),nonché per un gioco d'acqua con figure plastiche nella fontana della casa di riposo Trottenstrasse a Zurigo-Höngg (1960). Nuove strade, in particolare per quanto riguarda un uso più libero e fluido del colore, vengono percorse da quattro ceramiche murali nel nuovo Istituto dentale a Zurigo (1960).
Opere nei musei: Kunsthaus Zürich; Stedelijk Mus. Amsterdam.
Bibl.: NZZ, 7.12.1934, Nr. 2263.–Kunz, in: Werk, 1960, S. 273.–Ganz, C. A., Kunst. Villa, 1946, H. 6, p. 173 (ill.).–NZZ, 1950; Maisons, 1952/53, H. 3 (ill.).–Schum CA.
Werke in Museen: Kunsthaus Zürich; Stedelijk Mus. Amsterdam.
Lit.: NZZ, 7.12.1934, Nr. 2263.–Kunz, in: Werk, 1960, S. 273.–Ganz, C. A., Kunst. Villa, 1946, H. 6, p. 173 (Abb.).–NZZ, 1950; Maisons, 1952/53, H. 3 (Abb.).–Schum CA.
Link:
https://www.zaehringer-zuerich.com/jacob-ch.html
https://de.wikipedia.org/wiki/Victor_N._Cohen

Ohne Titel. Farblithographie. Unten Mitte in Bleistift signiert und nummeriert: „Jacob 34/90“. 30 x 40 cm blattgross.
