Biografia

Sibylle Läubli, Bellinzona 4.10.1965. Originaria di Claro, figlia di Max e Madeleine Läubli, ambedue artisti, ha vissuto all’estero, per motivi di lavoro per oltre tre decenni, dividendosi fra Londra, Buenos Aires e Vienna. Rientrata in Ticino nel 2019 si è presentata al pubblico nel 2020 con una mostra alla Galleria Job di Giubiasco e nel 2022 con personale alla Casa Comunale di Bioggio.

 

L’arte di Sibylle Läubli affonda le sue radici in un mondo arcaico, senza tempo, cercando la sua risposta, il suo senso nell’ambito stesso in cui essa è apparsa. L’aspirazione estetica al bello in quanto trascendente, segna l’inizio di quella che chiamiamo civiltà. Questa nasce nel momento preciso in cui qualcuno infilando delle conchiglie in una grotta nel Sudafrica ha voluto creare una collana, un ornamento, o ancora quando una donna intrecciando dei filamenti vegetali ha avuto un impulso alla decoratività creando un motivo. Si tratta di un concetto che è più duraturo della materia stessa in cui i segni amorevolmente ripetuti, ripresi hanno attraversato i millenni indenni. E allora, il fatto che Sibylle venga dalla creazione di monili, in cui si è avvalsa volentieri delle perle di vetro e dal tessuto rende il suo percorso del tutto naturale e coerente nell’esprimere la sua profonda e continua esigenza d’introspezione. Riportano ad essa i gesti misurati, insistiti, rigorosi dei suoi disegni che scavano nel segno e il cui svolgimento è simile alle composizioni a rilievo eseguiti con le perle, ricupero di un’artigianalità che cerca la sua emancipazione sulla via dell’arte, del significante. Sulla stessa direzione si pone l’anelito di ricuperare frammenti di natura abbandonati, assi scavate dal tempo che, dimenticate, hanno perso la loro originaria funzione, metalli ossidati, radici che vengono trascinate dai nostri torrenti, cui l’artista vuole restituire nuova vita con aggiunte personali apposte con delicatezza e umiltà. Tra gli esiti più recenti si annoverano i suoi rilievi che aspirano al metallo nella colorazione traslucida, al bronzo capace di sfidare il tempo. I motivi espressi solo apparentemente sono etnici condividendo una scrittura stilistica di natura arcaica e universale. Salvador Dalì, in un contesto del tutto differente, trovò la giusta definizione a questo mistero parlando della “persistenza della memoria”. 

Paolo Blendinger, Torricella, 12 agosto 2020

 

Link:

https://www.google.com/search?q=sibylle+laubli&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=2ahUKEwjknrKMg9f2AhVfgv0HHQJWC94Q_AUoAXoECAEQAw&biw=1306&bih=660&dpr=1.25

http://www.fotolabojob.ch/Sibylle%20Laeubli.html

https://www.youtube.com/watch?v=QAKzzhmrpjc

https://www.bioggio.ch/Sybille-Laubli-bffca100?vis=2

 


Fotografie di LÄUBLI Sibylle

Sibylle Läubli,
mostra personale a Giubiasco, 12 settembre 2020Sibylle Läubli,
mostra personale a Giubiasco, 12 settembre 2020Sibylle Läubli,
mostra personale a Giubiasco, 12 settembre 2020Sibylle Läubli,
mostra personale a Giubiasco, 12 settembre 2020Sibylle LäubliSibylle Läubli,
mostra personale a Giubiasco, 12 settembre 2020Sibylle Läubli,
mostra personale a Giubiasco, 12 settembre 2020Sibylle Läubli, 2020Giuliano Togni, Luciano Carazzetti, Paolo Blendinger, Giuseppe Monguzzi e Sibylle Läubli, 2020 (da sinistra)Giuseppe Monguzzi, Sibylle Läubli e Giuliano Togni, 2020
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