Biografia

Tazio Marti è  nato nel 1949 a Lucerna. Cresciuto nel Ticino a Tremona.
Dal 1964 al 1969 frequenta il CSIA di Lugano e si diploma come grafico. Dal 1972 al 1974 attivo nella grafica a Basilea. Dal 1976 pittore a tempo pieno. Mostre personali e collettive in Svizzera e all’estero. Parecchi dipinti murali, trompe-l'oeil,  in costruzioni pubbliche e private. Vive e lavora nel Mendrisiotto, a Besazio.

 

Il trompe-l’œil è per definizione un genere di pittura in cui la rappresentazione tende a tale e tanta concretezza da produrre l’illusione del reale. Un reale che, nelle tele di Tazio Marti, è due volte illusorio, connotato com’è dall’uso dell’ironia in tutte le sue gradazioni. Ironia come chiave di lettura del mondo, leggera e imperturbabile o sottile e pungente, attenta per statuto ad affermare l’opposto di ciò che l’immagine suggerisce, ma anche pronta, all’occorrenza, a ribaltare il reale in metaforico, come succede nella famosa “pipa di Magritte”. Ironia come strumento di conoscenza (e forse anche come antidoto alla seriosità),per aggiungere significati alle cose e per sfuggire al disincanto: con alberi, strumenti musicali, libri e tutta una fauna estraniata destinati a produrre deformazioni comiche, le quali sembrano nascere da una grande gentilezza d’animo, da una sorta di innocenza primigenia, tant’è vero che la pittura dell’artista arzese piace anche ai bambini.
Di fatto la volontà del pittore è quella di scavare nel mondo e in sé stesso attraverso l’occhio, che si ritrova in molte sue tele come una presenza inquietante e ossessiva e che pretende di ritrarre il dato oggettivo. In realtà lo sguardo del pittore, come quello del fotografo, non è mai innocente come si vorrebbe far credere, altrimenti tutti saremmo fotografi e autori di trompe-l’œil; lo sguardo dell’artista – ce lo ha insegnato Roland Barthes – “è abitato da fantasmi, virato da premesse emotive, da ragioni sotterranee”.

La pittura di Marti sembra essere un costante interrogarsi sulla condizione umana attraverso un uso dichiaratamente mistificatorio del linguaggio dell’arte. Appena provato dal rigore tecnico, votato a curare i dettagli, le ombre, i confini delle cose con un’attenzione spasmodica. Dove l’immagine dà la certezza delle cose.

Ma è sempre un affermare per negare, spiazzando lo spettatore attraverso un gioco capace di suscitare complicità. Perché la fruizione dei quadri di Marti non è mai immediata; la fruizione viene subito dopo l’effetto sorpresa che a volte si chiama illusionismo a volte surrealismo.

Una ricerca artistica, quella di Tazio Marti, che dà la misura del nostro distacco drammatico dal mondo, della nostra alienazione: uomini come siamo, ma solo in apparenza, più portati ad indossare un’identità, un viso, un corpo, che disposti a viverla; non è un caso che la figura umana sia così assente o così pretestuosamente presente nei quadri dell’artista.
Forse qui è il fulcro del discorso politico che soggiace all’opera del pittore. Che è una sorta di anarchismo moralista, mi piace chiamarlo così, in cui prevale un atteggiamento di opposizione, nutrito da un’idea etica del domani che a parole potrebbe chiamarsi speranza per un mondo migliore. Con un incontenibile desiderio di abbattere confini, muri e spazi chiusi e con una gran voglia di uscire dalla mediocrità, dall’anonimato, rifiutando l’accelerazione dei tempi, diffusa dagli spacciatori d’ansia. Un rifiuto che si manifesta nel fermarsi del pittore a descrivere la natura, e non solo la natura, con impegno e cura da entomologo, in modo spesso aspro e conturbante.
Una natura più che mai adulterata, rigorosa e improbabile e, forse proprio perché tale, salvifica. Una natura che è prodotto mentale. Dove il percorso creativo del pittore – che si situa tra grafismo allo stato puro e simbolismo – va dall’immaginario al reale grazie ad un occhio metafisico che si appunta su elementi scelti come pars pro toto: sineddochi, linguisticamente parlando, o elementi di una sintassi frantumata che esclude qualsiasi linguaggio consolatorio.

E sopra tutta questa natura e questo mondo, cieli. Tanti cieli, a contenere un poco la nostra allegria da naufraghi. Cieli così autentici e plausibili, così polemicamente perfetti da apparire falsi; tant’è che possono essere – e sono – ritagliati, pieghettati, spostati a piacimento. Cieli come fondali liquidi di un teatrino in cui si muovono circospetti pesciolini e in cui si stagliano pappagalli intrespolati, lune di cartone e arcobaleni astratti. E maschere. Maschere di quegli uomini che noi siamo, ubriacati da insanabile presunzione: con il comico ad attenuare il tragico o a presentarceli semplicemente di spalle, come recita l’aforisma.

Claudio Origon




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Il trompe-l'œil è una tecnica artistica di pittura o decorazione che crea un'illusione ottica, facendo apparire su una superficie bidimensionale (come un muro) oggetti e spazi tridimensionali come se fossero realiIl termine francese significa "inganna l'occhio" ed è ottenuto tramite un uso sapiente della prospettiva, del chiaroscuro e della cura del dettaglio per ingannare lo spettatore, catturandone l'attenzione e stimolando l'illusione spaziale. 
 
Caratteristiche e Applicazioni 
 
           Illusionismo: L'obiettivo principale è creare un'illusione di profondità, facendo credere all'osservatore che ciò che vede sia reale e tridimensionale.  
  • Tecniche utilizzate: Si sfruttano principi come la prospettiva lineare e gli effetti di luce e ombra per dare l'impressione di volume e profondità.  
  • Superfici: Può essere applicato direttamente su pareti (ad esempio, per simulare nicchie, colonne o finestre) o su pannelli. 
  • Soggetti: Gli artisti creano illusioni di oggetti reali, come nature morte, vasi, tessuti, o anche elementi architettonici che alterano la percezione dello spazio
     

 


Fotografie di MARTI Tazio

Tazio Marti, mostra personale nel 1995Tazio Marti, Senza titolo, 1981, acrilico su tela, 80 x 100 cmTazio Marti, Porta, 1993, acrilico su tavola di legno, 210 x 90 cmTazio MartiTazio MartiTazio MartiTazio MartiTazio MartiTazio MartiTazio MartiTazio MartiTazio Marti, Tremona, 16.04.2023Tazio Marti, Tremona, 16.04.2023Tazio Marti, Tremona, 16.04.2023
  • Art Gallery L'UOVO DI LUC
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