Biografia

Aldo Pagani * 4.2.1937 Morbio Superiore - Ticino, † 17.2.2020 Morbio Inferiore. Insegnante, disegnatore e pittore. Disegno a matita e a china, pastello, pittura ad olio e tecnica mista.

 

Aldo Pagani, la Breggia e altro

Mi piace ricordarlo così. Con questa parete sospesa tra le gole della Breggia e il cielo. Un intarsio di azzurri per riunire nel ricordo i giorni felici dell’infanzia, la passione per la pittura coltivata fino all’ultimo, l’amore per la musica, la dedizione alla scuola. Docente, diceva, e appena possibile pittore. Aldo Pagani, spentosi poche settimane fa a 83 anni nella sua casa di Morbio sopra, ha declinato la sua importante, intensa stagione pittorica (dipinti e pastelli, acquarelli e chine, sanguigne e incisioni) su un luogo fisico e ideale ad un tempo, la Breggia e le sue impervie gole. Ha racchiuso la sintesi e la metafora di tutte le immagini possibili in quell’impressionante scenario di profonde gole, cascate, pozze, forre e rocce, luogo impervio e spettacolare anche per i contrasti cromatici tra le varie stratificazioni rocciose, che avrebbe ispirato Giacomo Puccini nella e dove, nel gennaio del ’41, fu trovato senza vita il corpo di Kurt Wiemken, grande e tragico artista del RotBlau. La Breggia è stata il suo microcosmo per eccellenza, il piccolo, irresistibile mondo dell’adolescenza, ma anche luogo dello spirito da cui è partito l’interesse per l’arte, irrobustito poi dagli insegnamenti di Padre Ugo al Papio di Ascona, di Giuseppe Bolzani per la pittura e Piero Bianconi per la storia dell’arte. Per decenni ha avuto lo studio in una vecchia casa colonica di Casate di Novazzano, poi a lungo a Chiasso.

Più di cinquant’anni di pittura lungo un percorso espressivo vivacemente attento alla storia dell’arte, dal preRinascimento alle stagioni contemporanee, ricercando tra informale, astrattismo, cubismo e soprattutto in un lirico espressionismo i modi per raffigurazioni non convenzionali né imitative. Ha inseguito, quasi pedinato nella pittura l’incontro tra attualità e storia, tra realtà e dimensione interiore. Aldo Pagani ha trovato e rinsaldato le ragioni del dipingere in una sorta di reciproco inseguirsi tra interno ed esterno, tra esperienza soggettiva e realtà, visibile e invisibile.

Le sue opere prendono consistenza dal ritmo, da una sorta di danza, di brioso contrappunto attorno ad un microcosmo (accanto alle gole della Breggia anche le cave di Arzo) nel quale ha concentrato le stagioni della vita tra realtà e sogno, certezze ed aspirazioni. Il suo lavoro è ritmato da due elementi essenziali in pittura, la luce e il colore. Rocce, pareti striate, cave, muri, venature, macchia rossa, salti e cascatelle, pozzi, lo scorrere e i ristagni d’acqua baluginano di colori chiari, primaverili, sorgivi, verrebbe da dire rinascimentali, Beato Angelico e dintorni, su su fino a Turner e a tracce di Surrealismo. Colori pieni, consapevoli, recuperati dall’intensità di ricordi, nostalgie, sogni, aspirazioni, sussulti, movimenti dell’animo. Dalle sorprese della natura e del territorio, i tagli di sole nell’acqua, i giochi di luci ed ombre, il gioioso contrappunto dei colori. Insomma una realtà felicemente rivisitata, reinterpretata attraverso i passaggi interiori di una lettura ad un tempo spontanea e dotta del territorio.

 

Link:

 

https://lanostrastoria.ch/entries/BgWA3Bbqn4O

 

 

Pagani Aldo,

   Pagani Aldo, "Breggia", Collezione d’arte del Comune di Balerna

Pagani Aldo

         Pagani Aldo, "Tetti di via Fontana", 1970, olio su tela, 70x50 cm, Collezione d’arte del Comune di Balerna

 

Aldo Pagani,

 Pagani Aldo, "Verso Tremona", 1982, olio su tela, 35 x 50 cm, Collezione d’arte del Comune di Balerna


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