Nato il 26 marzo del 1932, grafico pubblicitario quando ancora questa non era una professione vera e poi artista, poeta, musicista e cantante che sapeva ancora usare il dialetto. Perché se la pittura era la sua passione, tanto da aprire quell’atelier nel verde sul Naviglio, Pedroli era un artista completo, che aveva dovuto farsi da solo, orfano bambino.
E chi passava dai Navigli, che fosse un turista o un politico in campagna elettorale, non poteva non varcare quel portoncino dove la vite canadese invitava a entrare e dove lui con sua moglie Gabriella accoglieva tutti, sin da quel 1975 in cui avevano fondato il centro in cui ai corsi di incisione si erano subito unite le mostre, gli incontri culturali, le occasioni artistiche.