Biografia

Adriano Pitschen, * 13.7.1953 Lugano. Compie dapprima studi commerciali e fino all’età di vent’anni lavora nell’ambito del terziario. In questo periodo ha l’occasione di trasferirsi a Basilea e, nei momenti liberi, frequenta il Kunstmuseum, luogo che gli permette di focalizzare il suo interesse per la pittura. Nel 1973 viene ammesso all’Accademia di Brera a Milano, dove si diploma nel 1977 con una tesi sul pittore Franco Francese. La sua esperienza nel campo della pittura inizia verso la metà degli anni ’70. Dal 1977 è attivo a Lugano e integra il suo lavoro di artista con l’insegnamento. Dal 2000 al 2014 ha tenuto i corsi di Teoria e pratica del colore presso il corso propedeutico e il liceo artistico SAA-CSIA della stessa città. Viaggia frequentemente per approfondire i suoi interessi e soggiorna più volte a Parigi; in particolare, è fortemente attratto dalle più spoglie nature morte di Chardin e dalla pittura postimpressionista francese. Dal 1979 inizia ad esporre; tra le principali mostre personali si ricordano quelle alla Galleria Pro Arte di Lugano (1985),alla Galleria delle Ore di Milano (1988),allo Studio Arte 3 di Trieste (1992),al Museo Epper di Ascona (1994),al Museo cantonale d’arte di Lugano e alla Biblioteca dell’Università di Verona (2004). Il Museo d’arte di Mendrisio nel 2010 gli ha dedicato una mostra con opere dal 1995 al 2010. Nella sua pittura, con il passare del tempo, si avverte sempre più la propensione a liberare l’immagine dagli ultimi residui figurali, per procedere alla distillazione di una realtà fondata sulle risorse essenziali del linguaggio pittorico. Vive a Lugano.

Diversamente dalle tendenze concettuali e dallo sperimentalismo degli anni ’70, la pittura di Adriano Pitschen esordisce, a metà del decennio, all’interno di una figurazione spoglia, essenziale e rigorosa ad un tempo, nel solco della tradizione del moderno che da Chardin conduce a Bonnard e a Morandi. Si tratta generalmente di piccoli pastelli o acquarelli dove si ravvisano ancora parvenze di interni o di nature morte, per lo più forme rotondeggianti raggruppate e scentrate dentro spazi asimmetrici. Sarà proprio lavorando su tali soggetti che, un decennio più tardi, il pittore vedrà tali presenze, ancora larvatamente organiche, isolarsi e galleggiare in spazi vuoti o su fondi astratti, talvolta chiaramente bidimensionali, dove ad acquistare rilievo è la componente ritmica delle forme, colte come in controluce e dalle connotazioni lirico-musicali, tanto che le opere stesse si chiamano ora Composizioni. Superati definitivamente gli ultimi richiami organici e naturalistici, a partire dalla metà degli anni ’90 protagonista della pittura di Pitschen è una forma tondeggiante/ovoidale che, moltiplicandosi, si dissemina sulla tela, dando origine a ritmi, movenze, direzioni e aggregazioni pulsanti che trovano sempre nuovi equilibri. L’artista approda a questa forma espressiva attraverso un lento approfondimento, con l’esclusione dei dati «naturali» presenti nei generi canonici. Nel passare da una tela all’altra, le variazioni formali minime che si manifestano sul piano della superficie sono all’origine delle diverse percezioni emotive che si strutturano agli occhi dell’osservatore. La superficie dipinta diventa luogo di riflessione e di verifica delle leggi armoniche della pittura. Le risonanze poetiche derivano soprattutto dal raggrupparsi apparentemente casuale, più o meno fitto, delle forme che, grazie al loro colore e movimento, riescono a dare alla superficie un senso di freschezza e libertà. Si assiste così, in un certo senso, al rovesciamento delle apparenze: il rigore del metodo, l’insistita iterazione della monade, la lavorazione lenta e sistematica delle stesure, anziché produrre monotonia e ripetizione, in uno sguardo d’insieme producono differenze, danno vita all’accordo di colori e di spazi differenziati, immergendo l’osservatore in un mondo teso, sospeso e levitante, quasi privo di forza gravitazionale.

Opere: Bellinzona, Museo Villa dei Cedri; Lugano, Museo cantonale d’arte; Mendrisio, Museo d’arte.

Claudio Guarda, 2006, aggiornato nel 2016

 

Links sull'artista:

https://www.google.com/search?q=adriano+pitschen+artista&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwjX35a21O7gAhWmwMQBHQKeBDUQ_AUIDigB&biw=1340&bih=718

https://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/geronimo/Adriano-Pitschen-o-la-vita-delle-forme-2559943.html

https://www.rsi.ch/play/radio/attualita-culturale/audio/adriano-pitschen-a-villa-pia?id=10470629

https://www.azione.ch/cultura/dettaglio/articolo/la-vitalita-delle-forme.html

http://www.fondazionelindenberg.org/exhibitions/detail/52/adriano-pitschen.-forme-presenti

 

 

 


Fotografie di PITSCHEN Adriano

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