Biografia

Gianni Realini, * 18.8.1943 Sorengo. Dopo le scuole dell’obbligo, dal 1956 al 1960 frequenta la Scuola cantonale dei pittori e, dal 1960 al 1962, il corso di perfezionamento sezione pittura del Centro scolastico per le industrie artistiche (CSIA) a Lugano. Qui tiene le prime due mostre nel 1964 e 1965. Grazie a una borsa di studio federale vinta nel 1968, si trasferisce a Parigi, dove frequenta l'Académie de la Grande Chaumière. Tornato in Ticino nel 1969, a seguito della morte del padre, riprende l'attività pittorica ed espositiva, cui affianca la professione di docente presso il CSIA e frequenti viaggi di studio in Europa. Fra le partecipazioni più significative di quegli anni si ricordano quelle alla mostra itinerante a livello europeo Le dessin suisse 1970-1980 (1982-83) e alla Triennale de l’estampe originale di Le Locle (1992, 1995, 1998). Dopo un periodo di ripensamento durante il quale la pittura recede fortemente per lasciare spazio all'attività scultorea e alla decorazione artistica di edifici, dagli anni ’80 ritorna in primo piano l’urgenza della pittura, che andrà poi intensificandosi negli anni successivi. Nel medesimo periodo si assiste a un crescendo di presenze espositive e di impegni pubblici, accanto all’attività didattica che, a partire dal 1990, svolge anche al Dipartimento di arte applicata della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana a Lugano. Dal 1996 al 1999 è presidente della Società pittori scultori e architetti svizzeri sezione Ticino; dal 2001 è membro della Commissione culturale cantonale (sottocommissione belle arti); nel 2003 lascia definitivamente l’insegnamento. Vive ad Agno, lavora a Barbengo.

Il clima culturale e artistico degli anni ’60 e ’70, fortemente contrastato nei suoi indirizzi interni, ma complessivamente segnato dall’avanzata delle poetiche «fredde» – dalla pop art al minimalismo, al concettuale – segna anche la prima produzione artistica di Realini il quale, pur collocandosi nell’alveo della tradizione pittorica, declina comunque il linguaggio freddo e staccato della pop art, che non applica però al mondo degli oggetti del consumismo urbano o ai miti della nuova cultura di massa, quanto piuttosto al paesaggio o alla figura. Nel corso degli anni ’70 l’artista accentua progressivamente il versante espressivo ed espressionistico dell'immagine, in particolare della figura, caratterizzata da una marcata presenza segnica e materica. Da qui il passaggio, negli anni ’80, all'informale che, liberando l'immagine da ogni residuo figurativo, consente al pittore un'ampia libertà compositiva giocata su contrappunti di superfici, forme, toni, colori e segni. Se all’inizio vi si leggono ancora allusioni o tracce di paesaggio, poi, con il tempo, l’immediatezza del segno (di ascendenza informale) e la libertà cromatica sottolineano le dinamiche interne al dipinto, portando al dissolvimento della figurazione, e all’accentuazione sia delle atmosfere evocative che delle tensioni strutturali. L'approdo vero e proprio nell'area informale avviene nel corso degli anni ’90 con pitture, anche di grande formato, fatte di grafie leggere e vaporose, in contrappunto con altre marcate dalla irruenza gestuale e cromatica dei segni, dei bianchi e dei neri appena tramati qua e là da improvvisi bagliori di luce-colore in funzione timbrico-espressiva. Da allora la sua pittura mette in campo un sistema di forze, di pesi e di colori contrastanti ed opposti che si contendono lo spazio pittorico, vivono di reciproci conflitti e tensioni, smuovono e scardinano il naturale impianto della tela, suddivisa in ortogonali e diagonali, per giocare invece sulle diagonali spezzate e divergenti, sui pesi dei neri che squassano il bianco, sui cunei di materia che comprimono gli spigoli o spingono sui lati. La pittura diventa così il luogo di un evento ancora in corso, nella dialettica dei contrappunti, tra squilibri e sbilanciamenti non ancora rappacificati né definitivamente ricondotti ad unità ed equilibrio, ma ancora vivi e vitali.

Opere: Bellinzona, Collezione Banca dello Stato del Cantone Ticino; Bellinzona, Collezione Credit Suisse; Bellinzona, Museo Villa dei Cedri; Chiasso, Collezione Credit Suisse; Lugano, Collezione Banca Julius Bär; Lugano-Manno, Collezione Unione di Banche Svizzere.

Claudio Guarda, 2007

 

Link:

http://www.giannirealini.ch/

https://www.google.com/search?q=gianni+realini+artista&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwjXh-niwLnhAhVH_qQKHeFkAfkQ_AUIDigB&biw=1286&bih=718

 


Fotografie di REALINI Gianni

  • Art Gallery L'UOVO DI LUC
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