Biografia

Antonio Rieser. Uomo dai molti talenti. Una vita all'insegna dell'arte, rigorosa nella sua esecuzione e dalle mille sfaccettature.

«Fotografo di formazione, artista per vocazione, finissimo osservatore, era sostenuto da una sua filosofia originale e organica: dietro all'apparenza cercava sempre la sostanza». Questi i termini usati da Luigi Corfu, docente di Mesocco, nel non facile tentativo di descrivere e tracciare brevemente l'esistenza, le virtù e l'evoluzione artistico-professionale di Antonio Rieser: una persona dalle mille sfaccettature, un uomo dai molti talenti. Ed e proprio quest'ultima immagine di Antonio Rieser — Un uomo dai molti talenti — che rimanda al titolo scelto per la presentazione del catalogo dedicatogli. Un lavoro che racchiude, in una settantina di pagine splendidamente illustrate, una raccolta di scritti ed illustrazioni inerenti alla sua polivalenza artistica. La parte testuale, descrittiva, e stata affidata a cinque autori con formazioni professionali differenti, ma accomunati da una profonda conoscenza ed ammirazione di «el Rieser», come lo chiamavano i suoi amici del posto. Una biografia, quella di Rieser — scrive Brunetto Vivalda di Mesocco — che inizia a Zurigo nel lontano giugno 1917. Dopo un'infanzia trascorsa nel Canton San Gallo, Rieser si reca nella Svizzera italiana (prima a Locarno, poi a San Bernardino) per apprendere la sua "prima" professione, quella di fotografo-ritrattista. E da subito, fra queste zone e il giovane talentoso è amore. Acquistando nel 1941 la bottega del suo ex datore di lavoro a San  Bernardino, il fotografo Steinemann, Rieser mette definitivamente le sue radici nel moesano. Ed è proprio della sua dimora stabile a Mesocco, edificata nel 1958, che ci parla l'architetto Rolando Zuccolo. Un'abitazione curata nei minimi dettagli dallo stesso Rieser, che ha sempre privilegiato nelle sue opere un forte rigore geometrico, traducendolo in forme pure ed elementari e lasciando ampio spazio ai giochi di luce. «Luce» e «movimento» sono anche le parole chiave utilizzate dal critico d'arte Dalmazio Ambrosioni per descrivere due caratteristiche fondamentali del lavoro dell'artista elvetico. Una luce che mira alla radice del significato, un «moto perpetuo» — scrive Ambrosioni — «che non si esaurisce nell'atto». Scelte accurate, dunque, valorizzate da un estremo rigore d'esecuzione, da un massimo rispetto della «verità naturale» (Luigi Corfu),sorrette da un vastissimo repertorio di tecniche di lavoro. Qualitä che vengono particolarmente apprezzate anche da persone del ramo, quali l'artista Jean Marc Bühler: «Era un attento osservatore, curioso verso la natura che spesso gli ha suggerito svariate forme, composizioni e smalti particolari». Antonio Rieser, malgrado la sua prematura scomparsa all'etä di 63 anni (10 settembre 1980),rimarrà a lungo nella memoria di chi, personalmente o indirettamente, ne fece la conoscenza. Un artigiano-artista che ha percorso tappe importanti nel suo cammino professionale, passando dagli anni d'oro della rinomata scuola d'arte tedesca del Bauhaus (1919-1933) all'esperienza milanese presso la prestigiosa Accademia di Brera (1961-1962),dove ebbe l'onore di essere allievo del grande Marino Marini. II catalogo, promosso e coordinato dal mesolcinese Brunetto Vivalda, permette al lettore, anche non esperto in materia, di ammirare alcune opere di Antonio Rieser, passando in breve tempo dalla fotografia all'arte ceramica, dalla scultura (basso- e altorilievo) alla sua lungimirante e futuristica concezione architettonica. Una panoramica pluritematica che rende il giusto onore ad un personaggio che molto ha dato alla realtà culturale dell'intera Svizzera italiana.

Nicola Zala AA.VV., Antonio Rieser. Uomo dai molti talenti, Edizioni vivarte, Mesocco 2003. 

http://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/informazione/voci-del-grigioni-italiano/Voci-del-Grigioni-italiano-1818208.html

BRUNETTO VIVALDA > Antonio Rieser, fotografo: Mostra al Centro Lumbreida di San Bernardino dal 27 dicembre 2007 al 30 marzo 2008:

Quando alcuni anni or sono ho cominciato a chiedermi cosa avrei fatto dopo il mio pensionamento, ho sentito che mi sarebbe piaciuto dare sfogo al mio latente interesse di occuparmi di arte, in particolare di espressioni artistiche legate in qualche modo con l’Alta Valle Mesolcina e la zona di San Bernardino, che sono la zona delle mie profonde radici e della mia vita. Il mio interesse per questo campo era certo e assodato, restavo comunque un principiante in materia. Ho perciò dato vita a un’organizzazione (Associazione) che ho chiamato VivArte. Nel corso di questi anni VivArte si è affermata organizzando esposizioni, ha promosso una galleria, ha pubblicato dei cataloghi, restando però sempre attiva nella zona di Mesocco e di San Bernardino. Alcuni anni fa VivArte ha ricevuto in dono dalla signora Eleonora, moglie di Antonio Rieser, ma sarebbe più corretto dire in riconoscente affidamento, la maggior parte dell’esteso archivio fotografico del marito comprendente circa un migliaio di fotografie. La bellezza artistica di queste fotografie e la loro testimonianza del cambiamento dell’aspetto dei nostri paesi negli ultimi decenni, hanno indotto VivArte a organizzare, durante l’inverno 2007/08, un’esposizione di una scelta di fotografie di Antonio Rieser al Centro Lumbreida di San Bernardino. Antonio Rieser è morto il 10 settembre 1980, quando abitava a Mesocco dov’era sceso da San Bernardino nel 1957, per facilitare ai figli la frequentazione della scuola (a San Bernardino mancavano allora sia l’asilo sia la scuola). Nel paese di Mesocco quell’uomo dal carattere schivo ma generoso era benvoluto da tutti ed era stato accolto diventando «el Riser». Più volte aveva anche collaborato con le scuole di Mesocco come insegnante di lavori manuali, (modellare l’argilla),come consulente, o mettendo a disposizione le sue apparecchiature. Era nato a Zurigo nel 1917 e ha trascorso poi la sua gioventù a Wil e Gossau nel Canton San Gallo dove ha assolto l’apprendistato e la scuola di fotografo-ritrattista. A metà degli anni ’30 si trasferisce a Locarno, presso il fotografo E. Steinemann, autore di un’avvincente collezione di paesaggi del Locarnese e delle valli, in particolare della Verzasca, presso il quale si perfeziona nella fotografia. Il suo datore di lavoro ha una piccola bottega a San Bernardino e il giovane Rieser viene spesso inviato lassù per lavoro. Al rientro da un soggiorno in Germania apprende che la bottega di E. Steinemann a San Bernardino è in vendita. Coglie l’occasione, la rileva e dal 1941 si stabilisce definitivamente in questa località che ama profondamente. Oltre al negozio di fotografia svolge altri lavori, tutti però legati al territorio e alla realtà locale: membro della Pro San Bernardino, guida alpina, maestro di sci. Fra il 1945 e 46 progetta ed edifica egli stesso in zona «Prou» uno dei primissimi chalet di San Bernardino. Nel 1946 sposa Eleonora e dal loro matrimonio nascono due figli. Partecipa attivamente alla vita sociale di San Bernardino che, d’inverno, si riduce a una sparuta comunità di poche persone. Le sue fotografie degli anni ’40-’50 di Mesocco, Pian San Giacomo e San Bernardino documentano un territorio ancora intatto, così come le abbondanti nevicate di quegli anni (1951),un valore di memoria per le future generazioni. Riceve l’incarico di fotografo ufficiale dalla direzione lavori delle grandi opere realizzate in Mesolcina e Calanca negli anni 1950/60. In questa veste documenta puntualmente i cantieri della Elettro Watt S.A. di Zurigo, delle forze idroelettriche di Mesolcina OIM, il traforo della galleria del San Bernardino, i diversi cantieri dell’autostrada A13. Sono migliaia di fotografie, per lo più in bianco e nero, di grande valore documentale e di artistica bellezza: una testimonianza praticamente unica per un importantissimo periodo di tempo per la Mesolcina e la Calanca, ma sempre con una grande ricerca dell’aspetto artistico dell’immagine. Antonio Rieser è stato un vero artista non solo per le sue fotografie ma anche per le sue molte produzioni in ceramica, perché anche la scultura è stata una sua grande passione, specialmente le terrecotte che smaltava personalmente nell’apposito forno posto in casa, con un’attenta gradazione di colori. VivArte ha già organizzato un’esposizione delle sue terrecotte e delle sue ceramiche. Ora è sembrato logico e opportuno che VivArte presentasse al pubblico una scelta delle sue opere fotografiche. La non facile scelta delle fotografie da esporre ha seguito tre filoni principali: Le foto di paesaggi degli anni 1942-57, prima che l’ondata di modernità dopo il secondo conflitto mondiale irrompesse nei nostri paesi. Per i giovani si tratta della presentazione di un mondo che non hanno conosciuto, nel quale gli interventi dell’uomo erano più limitati e più modesti. Per chi è più avanti negli anni è la rievocazione, precisa e violenta come può esserlo una fotografia, di ricordi che la quotidianità ha a poco a poco sbiadito nelle memorie. Fotografie di persone, anni 1951-65, in occasioni particolari oppure ritratti di famigliari e di amici. Anche nelle istantanee Antonio Rieser cura la composizione dell’immagine, con i personaggi principali e l’attenzione agli elementi secondari e allo sfondo. Nei ritratti si percepisce la sua attenzione a far risaltare le particolarità dei volti. Le foto dei grandi cantieri: le forze idriche anni 1950/60, la galleria del San Bernardino anni 1960/67, l’autostrada A13 anni 1960/80. Queste immagini ripropongono l’ampiezza di questi lavori, le difficoltà di accesso con le strade di allora, l’aggressione del territorio al momento dei cantieri, i volti degli operai dei cantieri. Sono fotografie cariche di emozioni, perché scuotono la nostra attuale indifferenza quando utilizziamo queste opere (galleria, ponti, autostrada); abbiamo velocemente dimenticato le difficoltà e le fatiche della loro realizzazione, nonché il successivo grande lavoro di ripristino del territorio per cui, dopo la fase di aggressione dei cantieri, le opere realizzate sono risultate inserite nell’ambiente così da diventare, a volte, quasi un nuovo elemento decorativo. La mostra su Antonio Rieser fotografo, con il bellissimo catalogo pubblicato per l’occasione con il contributo critico di Dalmazio Ambrosioni e le memorie di Giulietto Zendralli, ha suscitato e accolto l’interesse di un gran numero di visitatori: persone del posto, gente da fuori regione, anziani e giovani, anche scolaresche venute dal Ticino. Con questa esposizione VivArte ha voluto onorare questo artista arrivato, un po’ per caso e un po’ per amore, nei nostri paesi, e presentare, con brevi colpi d’occhio come sono appunto le sue fotografie, alcuni importanti aspetti della vita e della storia della nostra regione negli ultimi decenni.

 

Geboren: 1917, Zürich
Gestorben: 1980, Mesocco
 

Ausbildung zum Porträtfotografen in St. Gallen. In den dreissiger Jahren Angestellter im Fotogeschäft von Ernesto Steinemann in Locarno. 1941 Eröffnung eines kleinen Fotogeschäfts in San Bernardino. In den fünfziger und sechziger Jahre dokumentierte Rieser grosse Bauprojekte im Misox und im Calancatal: den San Bernardinotunnel, die Nationalstrasse durchs Misox und die Anlagen der Misoxer Kraftwerke.

EINZELPUBLIKATIONEN
«Antonio Rieser, fotografo», Edizione Vivarte, Mesocco 2007.

SAMMELPUBLIKATIONEN
«Pioneri della fotografia nel Grigioni italiano», Quaderni grigionitaliani 4/2009, Chur 2009.

EINZELAUSSTELLUNGEN
San Bernardino Vacanze, San Bernardino 2007/08.


Fotografie di RIESER Antonio

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