Biografia

Alberto Salvioni, nasce a Ravecchia (Bellinzona). Dal 1935 al 1938 frequenta l’Accademia di Brera a Milano dove segue una regolare formazione di pittore sotto la guida di Aldo Carpi, Benvenuto Disertori, Francesco Messina e Giuseppe Palanti. Nel contempo approfondisce la tecnica dell’affresco seguendo i corsi serali di Antonio Maiocchi e Gianfilippo Usellini. Resta a Milano fino al 1941. In quegli anni intreccia conoscenze e proficue amicizie con numerosi giovani artisti, fra cui Bruno Cassinari, Vittorio Magnani, Ennio Morlotti e Italo Valenti. Ritornato in Ticino, nel 1941 esegue alcuni affreschi nella Chiesa di Ravecchia e nel 1942 nell’attiguo Oratorio di S. Biagio, al Famedio di Bellinzona e a Molinazzo di Monteggio. È dello stesso anno la sua prima esposizione personale. Alla fine della guerra Salvioni ritorna a Milano dove avvia una piccola azienda di disegni su stoffe. Soggiorni a Parigi e a Londra. Nel 1952 è di nuovo in Ticino per partecipare all’esecuzione degli affreschi della Via Crucis di Comologno. Con Emilio Maria Beretta, Mario Marioni, Pietro Salati e Giuseppe Bolzani fonda il «Gruppo della Barca», sciolto cinque anni dopo. Realizza interventi a mosaico nel 1952 a Bellinzona per la Scuola arti e mestieri e nel 1955 a Milano al Centro svizzero. Riprende la sua attività di frescante dieci anni dopo, ancora a Comologno, con un dipinto sulla parete esterna di una casa. È il primo di una nuova cospicua serie di interventi pubblici e privati. Alcuni riconoscimenti ufficiali in Ticino e all’estero premiano la sua attività. Dal 1961 al 1971 vive a Rovio e poi a Rancate ma trascorre pure lunghi periodi in Spagna. Dal 1973 la sua attività espositiva diventa più intensa, con mostre in diverse località del Ticino. Muore il 4 gennaio 1987 a Rojales (Alicante). Nel 1992 retrospettiva postuma alla Civica galleria d’arte Villa dei Cedri di Bellinzona.
Nel percorso pittorico di Salvioni, una svolta di particolare rilievo è data dal grande affresco eseguito nel 1966 a Comologno. In esso si possono individuare parte degli elementi topici del suo stile: alcuni, come le giocose figure di giovani, attingono al percorso del decennio precedente; altri presentano soluzioni innovative, come l’assolata piazza semicircolare di lontana ascendenza metafisica, o assolutamente inedite, come l’accentuato interesse per il ritmo grafico degli orti o dei selciati.
Il lavoro di Salvioni sulla figura è connotato da una precisa evoluzione: dalla lontana eredità accademica del Novecento italiano, attraverso una progressiva dissoluzione dei dati del reale, il pittore giunge ad una essenzialità di tratto che si riscontra in particolare nelle opere della metà degli anni ‘50. Attraverso una marcata regressione del segno pittorico, il percorso artistico trova conclusione, negli anni estremi, in minute figure infantili, ora in bilico su un’altalena appesa nel nulla, ora rinchiuse in parchi per bambini, ora perse in spazi metafisici.
Il motivo della piazza, un’ampia macchia semicircolare, a tinte luminose e priva di solidi riferimenti spazio-temporali, ha invece origine nel tema della spiaggia che dalla metà degli anni ‘50 fa parte dell’universo pittorico di Salvioni. La spiaggia è residuo di una memoria visiva a cui l’artista ha attinto anche per i ricordi pittorici dei suoi numerosi viaggi, fra cui spiccano i paesaggi italiani degli anni ‘40 – che rivelano il suo interesse per gli effetti cromatici della pittura fauve – e la suggestiva serie delle cattedrali di Spagna in cui il dato figurativo si sfalda in un spazio atemporale.
Il gruppo degli «Orti» appartiene al periodo della maturità dell’artista; nella loro gioiosa forza pittorica si ritrova la varietà di segno e di tinte degli appartati e intimi paesaggi rurali della sua casa di Rovio; mentre nelle «Saline», di impianto formale simile, si rispecchia l’assolata arsura della natura spagnola, in cui il pittore aveva trovato residenza alternativa.
Opere: Bellinzona, Museo Villa dei Cedri; Comologno, cappelle della Via Crucis; Comologno, affresco sulla parete esterna di una casa; Lugano, Museo cantonale d’arte. 

Gastone Mandozzi, 1998

 

nascita 12.1.1915 Ravecchia (oggi com. Bellinzona), morte 4.1.1987 Rojales (Spagna),di Lugano. Figlio di Carlo Giovanni Arturo e di Ada Torriani. ∞ (1938) Claudina Giulia Ferrario, figlia di Angelo, cittadina it. Dal 1935 al 1938 studiò pittura all'Acc. di Brera a Milano. Rientrato in Ticino nel 1941, si stabilì nuovamente a Milano dopo il 1945, soggiornando anche a Parigi e Londra. Dal 1961 visse a Rovio, e dal 1971 a Rancate e in Spagna. Dall'inizio degli anni 1940-50 ottenne numerosi incarichi per affreschi religiosi e profani in Ticino (chiesa di Ravecchia, 1941; cappelle della Via Crucis e dipinto sulla facciata di una casa a Comologno, 1952 risp. 1966),nonché per opere decorative (interventi a mosaico) nella scuola d'arti e mestieri a Bellinzona (1952) e al Centro sviz. di Milano (1955). Nel 1953 fu tra i fondatori del Gruppo della Barca, sodalizio di artisti ticinesi. L'opera di S. fu durevolmente influenzata dalla pittura metafisica it., coniugata con motivi religiosi ed elementi tratti dal suo ambiente circostante.


Bibliografia
– DBAS, 915 sg.
– A. Salvioni, cat. mostra Lugano, 2003

Autrice/Autore: Matthias Oberli / mdi

 

LanostraStoria.ch (RSI) > Artisti del Ticino: Alberto Salvioni

Realizzato tra Rovio e Comologno da Eros Bellinelli, Fabio Bonetti e Manfredo Patocchi, andato in onda il 9 febbraio 1970, questo servizio e fu realizzato per il programma televisivo «Misure» prodotto da Sergio Genni. Si tratta di un incontro con il pittore Alberto Salvioni (1915 - 1987),al lavoro nel suo atelier.I campi di attività di Alberto Salvioni furono tanti: la pittura, l’affresco, la serigrafia, le vetrate, l’arte tessile, il mosaico, la decorazione artistica di edifici, nonché il disegno. Per le pagine di «SIKART Dizionario sull’arte in Svizzera», la voce dedicata ad Alberto Salvioni è stata scritta da Gastone Mandozzi,  il quale ricorda come «nel percorso pittorico di Salvioni, una svolta di particolare rilievo è data dal grande affresco eseguito nel 1966 a Comologno. In esso si possono individuare parte degli elementi topici del suo stile: alcuni, come le giocose figure di giovani, attingono al percorso del decennio precedente; altri presentano soluzioni innovative, come l’assolata piazza semicircolare di lontana ascendenza metafisica, o assolutamente inedite, come l’accentuato interesse per il ritmo grafico degli orti o dei selciati.»

Nato il 12 gennaio 1915 a Ravecchia (Bellinzona) e morto il 4 gennaio 1987 a Rojales (Spagna),«Salvioni studiò pittura all’Accademia di Brera a Milano dal 1935 al 1938. Dal 1961 visse a Rovio, e dal 1971 a Rancate e in Spagna. Dall’inizio degli anni 1940-50 ottenne numerosi incarichi per affreschi religiosi e profani in Ticino, nonché per opere decorative nella scuola d’arti e mestieri a Bellinzona (1952) e al Centro svizzero di Milano (1955). Nel 1953 fu tra i fondatori del Gruppo della Barca, sodalizio di artisti ticinesi», si legge nella voce dedicata ad Alberto Salvioni che Matthias Oberli ha scritto per  il Dizionario storico della Svizzera.

https://www.lanostrastoria.ch/medias/93070

 

 


Fotografie di SALVIONI Alberto

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