Biografia

Renata L. Scapozza nasce a Corzonesco nel 1949 da Luigi e Anita Broggi di Campo Blenio ma abita sin da subito a Cresciano. Frequenta il Centro scolastico per le industrie artistiche di Lugano (CSIA),dove è allieva del pittore Alberto Salvioni, che le insegna specialmente la pratica del disegno, e dell’architetto Louis Flottron: nel 1968 ottiene il certificato federale professionale di decoratore, nel 1970 di architettura di interni. Nel 1972 si trasferisce a New York, frequenta dapprima il Brooklyn Museum Art School poi l’Arts Students League, liberi istituti d’insegnamento artistico dove affina specialmente il disegno; il senso del colore, la tecnica dell’olio su tela arriva dalla frequentazione dello studio di un anziano pittore espressionista tedesco ( di cui ha volutamente rimosso il nome). Di questo inusuale ma proficuo apprendistato retano un disegno solido, un’acuta propensione per il colore denso e luminoso e per la compensazione equilibrata. Rientra nel Ticino nel 1976, frequenta pe qualche tempo l’Accademia di Brera che abbandona poco dopo perché la scuola braidense, dopo le esperienze americane, appare troppo costrittiva. Nello stesso anno allestisce la sua prima esposizione personale a Biasca, dove presenta i lavori americani. Stabilitasi definitivamente in Ticino, per vivere svolge le più differenti attività: durante il periodo estivo gestisce un ristorante a Piancabella, presso Olivone nell’alta valle di Blenio, lavora per breve tempo nella bottega di Pierre Alberti e Rudy Sironi, come restauratrice di affreschi; dal 1989 gestisce un atelier di restauro di mobili a Paradiso; nel 1998 lavora alla Polivideo di Riazzino. Nel contempo, con frequenza regolare, presenta i suoi lavori più recenti in esposizioni personali, allestite per lo più in spazi alternativi, al di fuori dei canali ufficiali. Nel 1998 partecipa al concorso per la decorazione dell’Archivio di stato a Bellinzona con un’opera intitolata Lettera dal Sud. L’artista firma i suoi quadri “R.L. Scapozza”, Renata Luisa Scapozza, un uso del doppio nome che si è portata in Ticino dall’America.

Giulio Foletti

 

Il percorso artistico di Renata L. Scapozza è, tutto sommato, inusuale. Formatasi nel Centro scolastico industrie artistiche, il vivacissimo CSIA di Pietro Salati, erede delle scuole di disegno, fondato nel 1961, attraverso l'insegnamento del pittore Alberto Salvioni comprese subito il valore pedagogico e fondante del disegno come base del linguaggio artistico, da Louis Flottron il significato dello spazio costruito. Trasferitasi nel 1972 in America, soggiorna per un anno in California, per poi approdare a New York, dove continua con assiduità e acribia la pratica del disegno nella Brooklyn Museum Art School e poi l'Art Students League; un suo disegno di nudo, dai tipici generosi tratti larghi e morbidi, è pubblicato nel programma della scuola. È in questo periodo che, grazie alla frequentazione dello studio di un ignoto anziano pittore espressionista d'origine tedesca, la pittrice acquista piena padronanza della tecnica a olio: condotta con tratto denso e colori espressivi, caldi e squillanti, così come esige la giovane età ma che resterà uno stilema sempre presente in tutta la sua opera. Risale a questo periodo il grande olio Barbona a New York, un'anziana donna abbandonata su una panchina dell'atrio della scuola, affondata in un giaccone e in un paio di muffole per difendersi dal freddo, riportato in patria come simbolo di un rapido e creativo soggiorno americano.
Le radici su cui poggia l'arte di Renata L. Scapozza stanno qui: anche l'accademia di Brera, frequentata malvolentieri per qualche tempo dopo il ritorno in Ticino, poco ha aggiunto. La gestione degli spazi della tela, il ritmo della composizione vengono dal disegno assiduo e dai primi insegnamenti scolastici; il colore sempre squillante, denso e caldo dalle esperienze americane. Con questo variegato bagaglio tecnico l'artista affronta, a metà degli anni Settanta, la sua vita creativa che in ogni caso ha sempre dovuto fare i conti con le contingenze e le necessità della vita non sempre comoda. Nasce così, lungo il corso dei decenni, una lunga serie di opere dedicate alle donne, sempre impostate a partire dal nudo, analizzate anatomicamente e ritagliate su fondi geometrici (anni '80 e poi ancora dopo il 2000); i boschi coloratissimi e geometricamente decorativi (anni '90 e poi nel 2010); i quadri astratti, peraltro vicini a certe tele di Salvioni, che astratti non sono perché sempre riferiti all'analisi del reale (attorno al 2010); e infine le sinuose e decorative geometrie del Mercato di stoffe, sfociate recentemente in nitide e fluenti composizioni a nastro, di recente produzione. Non sorprendano i cambiamenti di soggetto, i mutamenti di linguaggio: è la levità caratteristica dell'arte declinata al femminile, sempre mutevole e sempre fedele a sé stessa. Attendiamo il prossimo capitolo di questa storia decennale.
Giulio Foletti,
Fondazione Elisa e Titta Ratti

o Ratti

Dal 23 marzo al 28 aprile 2019 Renata L. Scapozza ha presentato "Momenti diversi" e " Astratte passioni" presso l'Atelier Titta Ratti di Malvaglia, presentata dallo storico dell'arte Giulio Foletti. In basso alcuni momenti dell'inaugurazione.

 

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Fotografie di SCAPOZZA Renata

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