Biografia

Ivo Soldini, nasce il 9 ottobre 1951 a Lugano. Dopo le scuole d’obbligo (Bellinzona) e il Liceo cantonale (Lugano) segue un anno all’Accademia di belle arti di Brera a Milano (1972–73) e avvia la propria attività artistica. Prima di dedicarvisi professionalmente studia tre anni all’Università Statale milanese (facoltà di scienze politiche, lettere e storia dell’arte) e compie viaggi nell’Europa settentrionale. In principio sperimenta il disegno e la pittura di ambito espressionista-simbolista, iconograficamente incentrata su un aggressivo bestiario. Dal 1976 si dedica alla scultura in bronzo di piccolo e medio formato (statuette e rilievi, talora anche in alluminio e in gesso),accompagnata negli ultimi anni da realizzazioni monumentali per spazi pubblici. In parallelo continua a svolgere una fertile produzione grafica (disegni a matita, carboncino, china; acqueforti, puntesecche) e pittorica (tempere, acquerelli, oli). Negli anni ’70 partecipa al Movimento 22. Dal 1973 espone in molte gallerie, in sedi espositive pubbliche o private in Svizzera e in Italia; mostre personali di particolare rilievo nel 1981 (Bellinzona, Palazzo civico),nel 2001 (Milano, Centro svizzero),nel 2005 (Château de Gruyères),nel 2015 (Vira Gambarogno) e nel 2017 (Locarno, Pinacoteca comunale Casa Rusca). Varie opere per cimiteri, edifici pubblici e privati soprattutto nel Ticino. Nel 2005 l’artista dona al Cardiocentro di Lugano settanta opere, tra sculture, dipinti, disegni, acquerelli e incisioni. Nel 2017 espone la sua collezione d’arte alla Pinacoteca cantonale Giovanni Züst a Rancate. 

Il lavoro di Soldini si inscrive in quel filone della tradizione scultorea che pone al centro dell’attenzione la raffigurazione umana, in particolare l’indagine psicologica della moderna esistenza dell’uomo. Nel primo decennio della sua attività plastica Soldini sperimenta diverse modalità figurative, alternando alla via naturalistica (torsi tondeggianti, composizioni classiche) stilemi più informali ed espressionisti (arcaicità ieratica, trattazione violenta delle superfici). Tra i possibili riferimenti iniziali si possono citare Marino Marini, Giacomo Manzù, Remo Rossi, ma soprattutto Alberto Giacometti.

Verso la metà degli anni ’80 si palesa con migliore efficacia la scelta fondamentale dell’artista: la figura umana resa nel suo consistere interiore attraverso l’incisività del segno. Acquista sempre maggiore forza la presenza figurativa esplicitata come fisicità terrestre, che manifesta sulla propria pelle i segni che ne modellano l’identità. Tra i soggetti privilegiati spicca il corpo rigido e allungato: un volume stagliato obliquamente nello spazio esistenziale che ne minaccia l’equilibrio e ne scalfisce la plasticità (come nelle varie versioni dell’Inclinato).

Negli anni ’90 il potenziale emotivo risulta imploso in enigmatici blocchi corporei, evocatori dei volumi massicci di Fritz Wotruba. Tali involucri materici traspirano però le tensioni interiori attraverso l’espressività viva delle superfici, logorate da un sofferto «levare». Le inclinazioni, le torsioni e le espansioni dei volumi monolitici si contrappongono alla solidità verticale, significando da un lato l’instabilità che erode l’avventura esistenziale e dall’altro una spinta etica di resistenza. Tra i motivi principali dei lavori più recenti vanno segnalate le teste e l’assembramento seriale di figure in una folla (soprattutto nei bassorilievi).

La produzione pittorica e grafica è intimamente legata al lavoro plastico. I rapidi tratti d’inchiostro, i segni nervosi dei disegni neri o la gestualità esibita delle tempere variopinte di ascendenza neoespressionista attingono a una medesima volontà di formalizzare la figura a partire da un caos originario. Comuni sono pure i soggetti centrali – la figura colta isolatamente o nell’incontro plurale – declinati in senso laico o sacrale.

Opere: Bellinzona, Largo Elvezia; Cesate (Milano),monumento nello spazio urbano; Davesco, Residenza Casteldavesco; Horgen, Seerosenpark; Lugano, Cardiocentro; Lugano, Palazzo dei Congressi; Lugano-Agno, Aereoporto; Mezzovico, Casa per anziani; New York, Swiss Bank Corporation; Montagnola, Scuole consortili; Paradiso, Piazza Municipio.

L’artista vive e lavora a Ligornetto.

Maddalena Disch, 2005, aggiornato nel 2017

 

Link:

http://www.ivo-soldini.com/info/

https://www.google.com/search?q=ivo+soldini&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwiM6cqty53gAhVQJFAKHWbNDxgQ_AUIDigB&biw=1330&bih=716

 


Fotografie di SOLDINI Ivo

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