Biografia

Anita Spinelli, * 8.1.1908 Balerna, † 24.3.2010 Mendrisio. Ha vissuto e lavorato per gran parte della sua vita a Novazzano.

Ha frequentato Arts and Crafts School di Lugano e lo studio di Guido Gonzato. Si è poi iscritta all'Accademia di Brera di Milano, frequentando corsi speciali di Aldo Carpi e laureandosi nel 1933. Il 1933 segna pure l’inizio della collaborazione con «I Solidali», il gruppo di cui fanno parte Ugo Cleis, Giovanni Corti, Guido Gonzato, Ernst Musfeld, Aldo Patocchi e Samuel Wülser. Con il gruppo organizza mostre in Ticino, a Mendrisio e a Lugano, e intrattiene relazioni di lavoro con la Svizzera interna. Nel 1937 partecipa all’Esposizione nazionale di Berna e nel 1938 a quella di Basilea.
Ha viaggiato in Europa, Africa, America Centrale, Cina e negli Stati Uniti. Questi viaggi sono stati importanti fonti di ispirazione e hanno influenzato la sua percezione della luce e dello spazio, elementi centrali della sua arte.
Durante il suo soggiorno a Mainz, Germania, nei primi anni 1970 si è perfezionata nelle tecniche incisorie, diventate poi parte significativa del suo lavoro.

Numerose le mostre personali e collettive. Nel 2002 una mostra permanente del suo lavoro presso la "Quadreria" a Novazzano, Ticino. La sua ultima grande retrospettiva è stata organizzata dal Museo d'Arte di Lugano nel 2008. Il suo lavoro è presente in musei, oltre che in collezioni istituzionali e private in Svizzera e altrove.

 

Monique Luzzani 1998, aggiornato nel 2016:

Terzogenita di Gemma e Gaetano Corti, dopo il ginnasio Anita Spinelli segue per alcuni mesi i corsi della Scuola di arti e mestieri a Lugano; contemporaneamente frequenta lo studio del pittore Guido Gonzato. La sua passione per l’arte la induce a iscriversi all’Accademia di Brera a Milano, dove frequenta dapprima il liceo artistico (1925-1929) e poi i corsi di pittura di Aldo Carpi e Giuseppe Guidi (1929-1933). Completa la sua formazione artistica partecipando alla stimolante vita artistica milanese, in quegli anni animata dalla presenza di gruppi e correnti internazionali. Nel 1932 sposa Paolo Spinelli, con il quale avrà due figlie, e si stabilisce a Pignora di Novazzano, nella casa che più tardi diventerà la fucina di tutta la sua opera e il luogo di ritrovo di parenti e amici. Il 1933 segna l’inizio della collaborazione con «I Solidali», il gruppo di cui fanno parte Ugo Cleis, Giovanni Corti, Guido GonzatoErnst MusfeldAldo Patocchi e Samuel Wülser. Con il gruppo organizza mostre in Ticino, a Mendrisio e a Lugano, e intrattiene relazioni di lavoro con la Svizzera interna. Nel 1937 partecipa all’Esposizione nazionale di Berna e nel 1938 a quella di Basilea; in quell’occasione conosce il pittore Charles Clément che la incoraggia a esporre a Losanna, dove tiene la sua prima mostra personale (Galerie du Lion d’Or) e incontra René Auberjonois. Lo scoppio della guerra interrompe i rapporti con la vita artistica milanese. Solo dopo la riapertura delle frontiere, Anita Spinelli riprenderà i contatti con la cultura internazionale. Un’altra importante fonte di ispirazione del suo lavoro sono i viaggi: dapprima nel bacino mediterraneo, alla scoperta delle culture arcaiche insulari, poi negli Stati Uniti (dal 1969),quindi in Cina (1981) e in Mesamerica (1979 e 1987). In occasione del suo centesimo anniversario, nel 2008/09 il Museo civico di belle arti a Lugano le dedica una grande retrospettiva.

«Fare arte per me è essere viva tra i viventi, osservare una finestra o un passo di danza, tante cose» (Regli, 1988). Osservare l’attualità e il mutare dei costumi per cogliere l’essenza e il mistero nascosti nel quotidiano è lo scopo che Anita Spinelli persegue incessantemente lungo tutto il suo percorso artistico. Il mondo che le offre motivo di riflessione è quello della terra in cui vive, il Mendrisiotto. Paesaggi, giardini, interni animati da persone – acrobati, musicisti, motociclisti – e animali sono motivi che ricorrono costantemente nella sua opera. Le tematiche si ripetono nel tempo, ciò che varia è lo svolgimento, inteso come rielaborazione del dato di natura, che si adegua al cambiamento di vicende e costumi.

Gli esordi pittorici dell’artista sono strettamente legati all’ambiente di formazione; l’influenza dei suoi maestri, in particolare di Aldo Carpi, e del clima della Milano degli anni ’30 caratterizza le composizioni. Nella struttura dei suoi primi lavori emergono alcuni elementi che si ritrovano anche nelle opere più recenti: un segno leggermente allungato che si svolge senza interruzioni e un particolare cromatismo ottenuto impastando i colori. In seguito le composizioni si fanno più complesse e dinamiche: i piani si moltiplicano e i rapporti di colore risultano più intensi, la luminosità, prima ottenuta con la tecnica del chiaroscuro, ora è raggiunta con l’accostamento dei colori complementari. A partire dagli anni ’80, al disegno e alla pittura ad olio si affianca una tecnica nuova e personale in cui il colore e l’inchiostro si miscelano su una prima stesura fatta all’acquaforte.

Opere: Bellinzona, Museo Villa dei Cedri; Bellinzona, Collezione BancaStato; Lugano, Collezione UBS; Lugano, Museo d’arte della Svizzera italiana; Losanna, Collezione Banque cantonale vaudoise; Losanna, Musée cantonal des Beaux-Arts; Lugano, Collezione UBS; Mendrisio, Museo d’arte; Novazzano, Pignora, Quadreria, esposizione permanente.

 

Link: 

http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4001636

https://www.google.com/search?q=anita+spinelli&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwiYzr7TqqTgAhVLyKQKHWPrDkcQ_AUIDigB&biw=1344&bih=731

https://lanostrastoria.ch/entries/D5lApbWwXQ0

Realizzato da Matteo Bellinelli, con il titolo «Il secolo di Anita», il 23 marzo 2008 la trasmissione televisiva «Storie» mandò in onda questo incontro con la pittrice ticinese Anita Spinelli (Balerna 1908-Mendrisio 2010) che aveva da poco compiuto 100 anni.

Nata e cresciuta nel Mendrisiotto, Anita si era battuta per poter frequentare dapprima il Liceo Artistico e poi la Scuola di pittura di Brera, nell'allora «lontanissima» Milano e in un'epoca in cui alle ragazze nulla, o quasi, era permesso. Tornata definitivamente in Ticino a metà degli Anni 30, si dedicò dedicata alla famiglia e soprattutto alla sua arte, scelta che le permise di attraversare un secolo di creazione artistica da protagonista. Il documentario-ritratto la racconta nella sua indaffarata quotidianità, fatta ancora di lunghe e appassionate ore consacrate alla pittura nel suo splendido atelier, illustrando ricordi ed emozioni che hanno percorso la sua vita.

 


Fotografie di SPINELLI Anita

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