Biografia

Cio Zanetta, * 14.10.1946 Bruzella. Dal 1989 vive e lavora a Bellinzona. Artista "autodidatta per scelta", come ama definirsi, inizia il sup percorso e la sua formazione artistica nel 1970 e quattro anni dopo frequenta l'Accademia d'Arte di Brera a Milano. È però solamente nel 1980 che si dedica esclusivamente alla pittura con importanti soggiorni anche all'estero (Cité des Arts a Parigi, fra altri). La sua prima importante personale data del 1979 alla Galleria Nuova di Milano: poi ha esposto regolarmente, seppure con ampi intervalli, anche fuori dai confini cantonali. Dopo un lustro di silenzio si è riproposto al pubblico nel novembre del 2013 alla Galleria Job di Giubiasco e inizio 2016 alla Galleria Il Raggio. 

È interessante constatare che all'inizio della sua produzione egli rifiutasse categoricamente il colore, concentrandosi ubnicamente sul bianco e sul nero. Poi a un certo punto è avvenuta l'esplosione dei colori, ma sempre e solo quelli primari (giallo, rosso e blu). Colori molto vivaci che gli hanno consentito di immergersi nello studio del suo soggetto tuttora preferito: la figura umana.

 

Dopo cinque lunghi anni di silenzio e attesa, Cio Zanetta torna finalmente a deliziarci con una mostra allestita negli spazi della Galleria Job di Giubiasco. Una mostra che saprà sicuramente regalare a esperti conoscitori e a semplici ammiratori momenti di grande intensità in grado di trafiggere il cuore e l’anima.
Come sempre la condizione umana é al centro dell'attenzione di questo artista bellinzonese, che ama scavare nella realtà quotidiana e nell'attuale momento storico per trovare ma anche per lasciare esplicitamente una traccia di sé. I suoi dipinti, liberi da qualsiasi conformismo o dettame accademico, diventano così testimoni della drammaticità del nostro presente. Un presente che domani si trasformerà, inesorabilmente, in ricordo, in traccia o in semplice sbiadita presenza della memoria umana, ma che non svanirà perché un artista dall'animo mite e sensibile l'ha fissato per tempo su tela.

Flavia Crameri

 

Cio Zanetta, artista bellinzonese, espone le sue opere dal 17 novembre al 15 dicembre 2007 alla Galleria 'Il pozzo' di Bellinzona 

'Presenze', un precorso artistico incentrato sulla vita nel cosmo

L’ultima importate esposizione di Cio Zanetta, un artista dall’indole mite, sensibile e molto riservata ma dallo stupefacente ed espressivo linguaggio artistico, risale al 1996. Da allora un lungo silenzio che Cio Zanetta ha volutamente consacrato a una costante ricerca dell’essenza e della scintilla vitale che caratterizza ogni essere vivente e ogni presenza, non necessariamente umana, nell’universo. Una ricerca, la sua, dettata da una genuina curiosità e sete di conoscenza che lo ha condotto a sondare e percepire realtà diverse in tutte le loro misteriose e complesse sfaccettature.

Anni di riflessione nei quali questo artista bellinzonese ha sì, per così dire, privato i suoi estimatori della vitalità cromatica dei suoi quadri ma lo ha fatto perché spinto dal bisogno di un ascetico raccoglimento, lontano quindi da ogni riflettore pubblico. Attraverso una profonda e attenta osservazione della realtà e delle forme di vita circostanti Cio Zanetta ha saputo cogliere peculiarità e finezze altrimenti invisibili agli occhi umani.
Questo suo viaggio personale di ricerca e di grande umiltà nei confronti della scintilla vitale che impregna il cosmo intero si può assaporare percorrendo gli originali e accoglienti spazi della galleria ‘il pozzo’, nei quali sono esposte le sue opere. Un viaggio caratterizzato, come lo dice il titolo stesso della mostra, da “Presenze” siano esse di carattere ipotetico, immaginario o addirittura scientificamente confermato come è il caso del dipinto Ipotesi Gliese 581c (il nome con il quale è stato battezzato, la scorsa estate, un pianeta distante anni luce dalla Terra ma che le somiglia molto per quanto concerne la possibile esistenza di una forma di vita sulla sua superficie).

Nei suoi dipinti, Cio Zanetta, cerca di porre l’accento sull’evoluzione e sul sentiero che ognuno di noi è chiamato a percorrere nel corso della propria vita terrena. Un comune e collettivo guardare e camminare avanti che traspare esplicitamente dalle figure stilizzate e raffigurate nelle sue opere. Esse, infatti, danno letteralmente l’impressione di gettarsi su chi le osserva, quasi volessero uscire dalle cornici dei quadri per svelare verità di cui sono portatrici. Sono figure stilizzate, lontane dalla figura ben definita, che non rappresentano altro che l’essenza delle forme di vita umane e non. Sulle spalle di queste figure gravano dubbi, perplessità e domande senza risposte che sono come tante “Interferenze” sparpagliate qua e là nell’esistenza di tutti noi, e proprio per questa loro peculiarità interferente permettono a ogni forma vivente, presente nel cosmo, di evolvere seguendo un proprio ritmo.

Per concludere i dipinti di Cio Zanetta affascinano e catturano l’animo di colui che vi incappa perché in essi l’artista scompone una realtà oggettiva (un corpo composto da fisico, spirito e mente) per proporne però una nuova interpretazione stilizzata, con pochi ma precisi tratti di pennello. Una nuova interpretazione che può, a sua volta, essere liberamente re-interpretata dal visitatore. Queste figure stilizzate sono racchiuse in spazi che straripano di vitalità grazie all’utilizzo dei colori base a cui si aggiungono il blu prussiano e, importante novità nelle opere di Cio Zanetta, l’apparizione del colore oro. Un colore aureo e illuminante in tutti i sensi che ricorda la natura divina di ogni essere umano e di ogni presenza in questo cosmo. Il messaggio finale si sintetizza, quindi, in tre parole “non siamo soli” a questo mondo.

 

Testo originale di Flavia Crameri e foto di Francesco Delprete

 


Fotografie di ZANETTA Cio

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