Carl Walter Liner Junior, * 17.8.1914 San Gallo; † 19.4.1997 Appenzello. Cresce ad Appenzello, dove il padre si era trasferito con la famiglia. Nel 1930 inizia ad Aarau un apprendistato come grafico, che interrompe dopo quattro mesi per formarsi come pittore ad Appenzello presso il padre, che aveva ricevuto una formazione accademica a Monaco di Baviera. Realizza soprattutto pastelli e disegni; per motivi economici dipinge solo pochi quadri a olio. Durante un viaggio in Egitto nel 1936–37 si avvicina alla pittura a olio. Decisivo per il suo sviluppo artistico è il soggiorno a Parigi dal 1937 al 1939: deluso dalla frequenza dell’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts, dal 1938 studia, su consiglio di Cuno Amiet, all’Académie de la Grande Chaumière con Othon Friesz, entra in contatto con le opere della modernità francese e conosce personalmente Georges Braque e Maurice de Vlaminck. Dal 1939 al 1944 presta servizio militare attivo. Nel 1944 sposa Käthy Rüf e si stabilisce a Zurigo. Nel 1946 muore il padre di Liner e nel 1947 la madre. Nella seconda metà degli anni Quaranta soggiorna regolarmente a Parigi; in seguito compie numerosi viaggi nel Mediterraneo, tra cui in Algeria, Spagna, Corsica e nel sud della Francia. Nel 1954 prende uno studio a Parigi. Vive e lavora alternativamente a Parigi, Zurigo (fino al 1972), in Provenza e ad Appenzello. Nel 1983 riceve il Prix du bimillénaire della città di Arles e nel 1984 il Premio culturale della Fondazione Pro Innerrhoden. Nel 1996 viene nominato cittadino onorario del suo comune di residenza provenzale, Fontvieille.
La straordinaria produttività di Liner porta a un’intensa attività espositiva, mantenuta fino a tarda età, in Svizzera e all’estero. Tra queste si annovera la partecipazione al Salon des réalités nouvelles di Parigi (1962–1967), nonché mostre nelle gallerie parigine H. Le Gendre e Raymonde Cazenave e, in Svizzera, soprattutto presso la Galerie Iris Wazzau di Davos. Dall’apertura del Museum Liner ad Appenzello, oggi Kunstmuseum Appenzell, vi sono state numerose esposizioni delle sue opere, spesso insieme a quelle del padre, in questa istituzione dedicata ai due artisti.
Prima e durante il viaggio in Egitto, Liner dipinge secondo un impressionismo influenzato dal padre e ispirato ai pittori en plein air del XIX secolo. A Parigi sviluppa, confrontandosi con Othon Friesz e con i pittori della modernità francese — da Paul Cézanne e dai Fauves fino al primo cubismo di Georges Braque — uno stile espressivo caratterizzato da tonalità cromatiche scure e luminose. Realizza soprattutto paesaggi, per i quali Liner viene definito un «paysagiste abstrait», ovvero un «paesaggista astratto».
Nella prima metà degli anni Cinquanta, una parte della sua produzione si allontana progressivamente dalla rappresentazione del soggetto e, nell’ambito della Seconda École de Paris, approda alla pittura informale. Le superfici cromatiche dai toni scuri, spesso mescolate con sabbia, vengono sovrapposte da grovigli di linee incise gestualmente, più raramente ottenute mediante il dripping. Le strutture sembrano generalmente svilupparsi a partire da un centro di forza situato al centro del dipinto e dirigersi verso i margini, senza però raggiungerli. Accanto alle composizioni non figurative, Liner continua tuttavia a realizzare paesaggi fauvistici. La sua produzione informale ricorda, per il cromatismo e per l’applicazione materica e pastosa del colore, i dipinti di Nicolas de Staël e Serge Poliakoff.
Il suo espressionismo astratto, che continua a coltivare fino alla fine della vita, negli anni più tardi rischia talvolta di scivolare verso un’estetica eccessivamente decorativa; nel complesso, tuttavia, mantiene in modo notevole la tensione propria della pittura informale. A Liner va riconosciuto il merito di essere stato, insieme a Wilfrid Moser, uno dei primi pittori svizzeri della pittura gestuale-informale e, insieme a Diogo Graf, un precursore della pittura non figurativa nella Svizzera orientale.
Nelle sue opinioni, Liner appare come un fervente sostenitore delle proprie convinzioni, che con rigore categorico critica la mancanza di cultura e l’ostilità del suo tempo nei confronti della «vera» arte e guarda con incomprensione alla maggior parte delle tendenze artistiche del dopoguerra.
Opere: Aarau, Aargauer Kunsthaus; Kunstmuseum Appenzell; Kunstmuseum St. Gallen; San Gallo, cimitero Feldli, dipinto murale, 1966; San Gallo, Winterthur-Versicherung, dipinto murale, 1966–67; Kantonsschule St. Gallen.
Georges Rutka: «Carl Liner (junior)». In: SIKART Lexikon zur Kunst in der Schweiz, 2017 (pubblicato per la prima volta nel 1998)
Link:
https://de.wikipedia.org/wiki/Carl_Walter_Liner
https://www.artrust.ch/mostra-liner/?lang=en