Giancarlo Olgiati, * 1.6.1938 Bellinzona; † 21.8.2026 Lugano. Figura di grande rilievo nel panorama culturale ticinese e internazionale, non soltanto per la sua attività professionale di avvocato, ma soprattutto per il ruolo di collezionista, mecenate e intellettuale.
È stato un uomo dalla curiosità culturale inesauribile, capace di guardare all’arte contemporanea con rigore, ma anche con una forte consapevolezza storica. Il suo collezionismo non appare infatti come una semplice raccolta di opere, bensì come la costruzione di un percorso critico, nel quale arte italiana e internazionale vengono messe in dialogo.
Un tratto distintivo della sua personalità è il rapporto con Danna Olgiati, compagna di vita e interlocutrice culturale. La loro collezione nasce da una scelta condivisa, fondata sulla ricerca, sulla discussione e su una selezione severissima. In questo senso, Giancarlo Olgiati è stato un collezionista lontano dalla logica speculativa del mercato: acquistava per convinzione culturale, non per investimento.
La sua attenzione verso l'arte italiana aveva inoltre una radice personale e familiare. La storia degli Olgiati, legata a Milano e alla cultura illuminista lombarda, contribuiva a spiegare quello sguardo insieme italiano, ticinese e internazionale che caratterizzava il suo modo di intendere la cultura.
Particolarmente significativo è il suo rapporto con le avanguardie: dai Nouveaux Réalistes a Futurismo e Dada, dall'arte italiana del dopoguerra all'Arte Povera, fino ai grandi protagonisti della scena internazionale contemporanea. Olgiati non si limitava a possedere opere importanti: cercava di comprenderne le relazioni, le genealogie e il significato nel contesto della storia dell'arte.
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