Meret Oppenheim, * 6.10.1913 Berlino, + 15.11.1985 Basilea, di Basilea. Figlia di Erich Alphons, medico, e di Eva Wenger. ∞ (1949) Wolfgang La Roche. Trascorse l'infanzia a Delémont presso sua nonna Lisa Wenger, a Steinen (Baden, D) e a Basilea. Dal 1932 al 1937 fu attiva come pittrice, disegnatrice, grafica e autrice di opere oggettuali nella cerchia di André Breton a Parigi, dove strinse amicizia in particolare con Max Ernst e Alberto Giacometti. Grazie alla celebre tazza ricoperta di pelliccia (La colazione in pelliccia) realizzata nel 1936, acquistata dal Museum of Modern Art di New York, l'artista salì alla ribalta della scena surrealista intern. Dal 1933 posò nuda per alcune fotografie di Man Ray. Tornata a Basilea (1937), si iscrisse alla scuola di arti e mestieri, divenne amica di Walter Kurt Wiemken e aderì al Gruppo 33. Nel 1948 si stabilì a Berna, ma lavorò spesso anche nella casa di vacanza a Carona, che più tardi decorò e arredò con creazioni proprie. Dal 1972 ebbe un atelier anche a Parigi. Nel 1959 allestì a Berna e presso la Galerie Cordier a Parigi la Festa di primavera, costituita da un banchetto servito sul corpo di una donna nuda. La sua attività espositiva intern. prese avvio nel 1967 con una retrospettiva al Moderna Museet di Stoccolma; in seguito O. espose a Soletta, Winterthur e Duisburg (1974-75), nonché alla Documenta 7 di Kassel (1982). La fontana che realizzò nel 1983 a Berna suscitò un acceso dibattito pubblico. Dal 1928 fu attiva anche come autrice di poesie, pubblicate a corredo di cartelle grafiche, tra cui Steine (1978), Sansibar (1981) e Caroline (1985). Fu insignita del premio artistico della città di Basilea (1974) e del gran premio della città di Berlino (1982).
Nata da padre tedesco e madre svizzera, Meret Oppenheim si trasferì a Parigi nel 1932, dove realizzò quadri astratti e spesso recanti iscrizioni e oggetti incollati. Nel 1933 conobbe gli artisti Alberto Giacometti e Hans Arp, che, affascinati dal suo aspetto e dal suo atteggiamento estroverso, decisero di renderla un membro del gruppo surrealista. Con essi partecipò a diverse esibizioni, compresa quella del Salon des Surindépendants (1933) divenendo inoltre compagna sentimentale di Max Ernst (seppur fugacemente) e di Man Ray, che la rese protagonista di molti suoi lavori. Nel 1938 intraprese un viaggio in Italia insieme con Leonor Fini e lo scrittore André Pieyre de Mandiargues. Lo stile "feticista" dell'artista segnò almeno due opere divenute celebri: Colazione in pelliccia e La mia governante, entrambe del 1936. La prima di esse è una tazza con cucchiaio e piattino rivestita di pelliccia, mentre la seconda consiste in due scarpe rovesciate e poste su un vassoio. Secondo quanto riportato, esse "determinarono un approccio nuovo al tema del feticcio e della sessualità, tanto più interessante perché considerato dal punto di vista femminile". Dopo essere tornata in Svizzera alla fine del decennio, la Oppenheim rimase inattiva fino ai primi anni cinquanta e intraprese lezioni di disegno e pittura nella scuola d'arte e mestieri di Basilea. All'inizio degli anni cinquanta, riprese la sua attività artistica, cimentandosi nella progettazione di costumi teatrali e opere di design. Nel 1959 realizzò, dapprima a Berna e successivamente all'esposizione EROS di Parigi, il celebre happening Festino di primavera: un banchetto apparecchiato sul corpo nudo di una donna presso cui i partecipanti interagivano direttamente. L'opera viene citata quale anticipatrice della body art. Meret Oppenheim morì nel 1985 all'età di 72 anni.
Sebbene sia nota per i suoi "feticci trasfigurati in chiave onirica" come Colazione in pelliccia, Meret Oppenheim è stata autrice di numerosi schizzi di sogni e progetti che rifletterebbero molte delle sue premesse. Secondo quanto riportato: «Vi si scopre una grande decisione nel tratto, un'affascinante ingenuità, una buona dose di humour e, nell'insieme, una stranezza di tipo nuovo anche all'interno della produzione surrealista.»
In un elogio del poeta André Pieyre de Mandiargues rivolto all'artista, è scritto: «Per Meret Oppenheim l'arte è inseparabile dalla vita di tutti i giorni... ed entrambe sono caratterizzate dal contrasto fra il faceto e il serio intesi nel loro senso più estremo, da uno stupefacente miscuglio di dolcezza e di durezza sentite, con la stessa intensità... Meret... nutre per la natura un interesse appassionato, ma è importante sottolineare che la sua tenerezza e la sua curiosità si rivolgono di preferenza a ciò che vi è più di inquietante e di ripugnante (per gli uomini comuni)... Lontana da un cieco realismo a metà strada fra l'astrazione e la figurazione poetica... Meret ci fa intravedere i rapporti molto antichi che intercorrono fra le forme del mondo esterno e i movimenti di ciò che s'è convenuto chiamare l'anima umana. L'humour sottolinea in questo caso la profondità della visione.»
Link:
https://www.deutsche-biographie.de/pnd118787136.html
https://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/meret-oppenheim/
https://artsandculture.google.com/story/CgVBwwuGbSw_IA?hl=it
http://www.masilugano.ch/it/687/meret-oppenheim
https://www.rsi.ch/play/tv/portrait/video/meret-oppenheim?urn=urn:rsi:video:15088322
https://meretoppenheim.kunstmuseumbern.ch/en/
Meret Oppenheim, Ma gouvernante – my nurse – mein Kindermädchen, 1936/1967,
Servierplatte aus Metall, Schuhe, Schnur, Papier, 14 × 33 × 21 cm. Moderna Museet, Stockholm
La Fontana di Oppenheim progettata dall'artista nel 1983 e situata a Berna
"Schwarzer Schmetterling", Schablone, Spray und Holzschnitt auf blau-grünem Ingres-Papier Höhe: 23cm Breite: 17.5cm,