SCHMID Wilhelm
SCHMID Wilhelm 7 febbraio 1892 - 1 dicembre 1971

Wilhem Schmid, * 7.2.1892 Remigen, † 1.12.1971 Brè-Lugano. È stato un pittore svizzero. Esponente di spicco del "Gruppo di novembre" prima e della Nuova oggettività poi, fu considerato uno degli artisti più influenti a Berlino fra la prima e la seconda guerra mondiale. All'esordio Schmid si dedicò al disegno edile e all'architettura. In questi due campi fu attivo a Brugg, a Zurigo e Berlino fra il 1911 e il 1914. Fu nell'anno dello scoppio della prima guerra mondiale che Schmid si segnalò come pittore: un'esposizione al Kunsthaus di Zurigo, infatti, gli valse l'attenzione della critica, permettendogli di stabilirsi in Germania e di diventare una figura di riferimento del panorama artistico del Paese. La sua prima esposizione personale arrivò quasi al termine della prima guerra mondiale, nel 1917 a Monaco di Baviera. L'anno successivo sposò Maria Alba Metz e aderì al "Gruppo di novembre", attivo fra il 1918 e il 1922 e poi fra il 1930 e il 1933: in quest'occasione entrò i contatto con i numerosi intellettuali che animavano il collettivo artistico: fra gli altri, Max Pechstein, César Klein, Arthur Segal. Poi aderì alla Nuova oggettività, stabilendo rapporti con gli altri artisti della corrente post-espressionista tedesca, Otto Dix, George Grosz, Christian Schad, Conrad Felixmüller, Rudolf Schlichter, Max Beckmann.

A partire dal 1924 si spostò a Parigi, dove aprì un atelier e conobbe una certa fama, tanto da essere l'unico artista svizzero esposto al Salon du franc. Nel 1931 tornò a Potsdam, ma la nascita del Terzo Reich, che a partire dal 1936 lo perseguitò in quanto "bolscevico culturale" e "artista degenerato" lo spinse a riparare in Svizzera, a Brè, a partire dal 10 agosto 1943, diventandone cittadino onorario nel 1968. Nella città svizzera, alla sua morte, Maria Metz trasformò la casa in un museo dedicato alla sua opera, donandolo alla città di Lugano, che nel frattempo aveva assorbito il comune di Brè. Una parte importante dei dipinti di Schimd, però, fu distrutto nel 1945 nel bombardamento di Bielefeld: delle 192 opere ospitate dal museo della cittadina tedesca ne furono salvate solo 22.

Wilhelm Schmid, * 7.2.1892 Remigen, † 1.12.1971, Brè-Lugano. Crebbe in condizioni molto modeste presso una famiglia di viticoltori, quella di suo zio, nel piccolo villaggio argoviese di Remigen. Dopo aver completato la formazione come disegnatore edile a Brugg, a soli 18 anni era già un architetto indipendente a Zurigo. Nel 1912 si trasferì a Berlino, dove lavorò inizialmente con Bruno Paul, poi come capo atelier presso Paul Renner e, nel 1916, con Peter Behrens. Parallelamente, si fece presto conoscere anche come pittore: nel 1917 espose per la prima volta presso la Galleria Goltz di Monaco, accanto a Ludwig Meidner. Nel 1918 sposò il mezzosoprano Maria Alba Metz. Nello stesso periodo fu tra i fondatori del movimento artistico progressista Novembergruppe, che si definiva una "unione di rivoluzionari dello spirito". Questo gli permise di stabilire importanti contatti internazionali e di partecipare a numerose esposizioni. Fu artista ospite alla Juryfreie Kunstausstellung di Berlino del 1920, per la quale realizzò monumentali affreschi murali nella sala d'onore. Già nel 1923, la sua pittura fu celebrata con la pubblicazione di una monografia nella collana Junge Kunst.

Tra il 1924 e il 1930 soggiornò prevalentemente a Parigi, trascorrendo le estati in Provenza. Dopo il rientro a Berlino e la costruzione della sua casa a Potsdam, nel 1932 gli venne organizzata un'ampia tournée espositiva in diverse città tedesche. Tuttavia, il crescente clima politico ostile lo mise sotto accusa come "bolscevico della cultura". Schmid fu tra i pochi artisti a rimanere attivo nella Novembergruppe fino al suo scioglimento forzato nel 1933. Nel 1938, in seguito all'ascesa del nazismo, lasciò la Germania insieme alla moglie ebrea e si trasferì a Brè sopra Lugano, dove visse in condizioni di crescente isolamento e povertà.

Schmid è annoverato tra i pochi pittori svizzeri legati alla corrente della Nuova Oggettività. A partire dal 1920, la critica lo riconobbe come un pioniere di questo stile e lo celebrò come il "portatore della grande forma". Attraverso l'influenza dell'espressionismo politico berlinese e delle correnti cubo-futuriste, realizzò opere di grande formato come Tod des Pierrot e Klamauk, in cui si mescolano figure del mondo circense e musicale con allegorie religiose. Il suo linguaggio visivo, essenziale e diretto, trovò espressione già nel 1920 con la celebre Mona Luna, caratterizzata da un realismo magico che attirò molta attenzione. Tra il 1923 e il 1924, si allontanò da tematiche ambiziose per concentrarsi su una maggiore cura pittorica, un cambiamento che coincise con il suo trasferimento a Parigi e con l’influenza della pittura francese. Divenne noto per le vedute di borghi provenzali e per nature morte dai colori intensi.

Tra il 1927 e il 1932 dipinse alcune delle sue opere più significative: scene di giocatori di biliardo, bande jazz e camerieri, mentre il suo interesse per il Surrealismo si manifestò in immagini enigmatiche come Das Duell (1930), raffigurante manichini acefali. Durante il regime nazista, molte sue opere custodite nei musei tedeschi furono distrutte e quelle rimaste a Potsdam andarono perdute. Nel periodo svizzero, si dedicò soprattutto a paesaggi e scene del Ticino, oltre che a nature morte di grande qualità, ma incontrò spesso incomprensione. Emblematico fu il caso dell’Heliand (1946), un'imponente rappresentazione dell'Ultima Cena in chiave contadina, dipinta per la Mostra Nazionale Svizzera del 1946, ma rimossa a seguito di un veto del Consiglio Federale.

Oggi, Schmid è riconosciuto come uno degli artisti più rappresentativi della Nuova Oggettività, il cui stile si avvicina maggiormente agli esponenti internazionali del movimento, come Henri Rousseau e i pittori italiani di Valori Plastici. Il suo lavoro si distingue per il ruolo di ponte tra le diverse declinazioni nazionali del realismo del XX secolo.

Wilhelm Schmid, * 7.2.1892 Remigen, † 1.12.1971 Brè-Lugano, wuchs in sehr bescheidenen Verhältnissen bei Weinbauern, der Familie seines Onkels, im aargauischen Dörfchen Remigen auf. Nach Abschluss einer Ausbildung zum Bauzeichner in Brugg war er mit 18 Jahren schon selbstständiger Architekt in Zürich. 1912 zog er nach Berlin, wo er zunächst bei Bruno Paul, dann als Atelierchef bei Paul Renner und 1916 bei Peter Behrens arbeitete. Schmid fand sehr bald auch als Maler Anerkennung: 1917 erste Ausstellung in der Münchner Galerie Goltz gemeinsam mit Ludwig Meidner. 1918 Heirat mit der Kammersängerin Maria Alba Metz. Als Mitbegründer der progressiven Novembergruppe, die sich als «Vereinigung von Revolutionären des Geistes» verstand, kam Schmid zu internationalen Kontakten und Ausstellungsbeteiligungen. Er war Gastkünstler an der Juryfreien Kunstausstellung Berlin von 1920, für deren Ehrensaal er Riesenwandbilder schuf. Bereits 1923 erschien über seine Malerei eine Monografie in der Reihe Junge Kunst. Zwischen 1924 und 1930 hielt sich Schmid hauptsächlich in Paris, im Sommer meist in der Provence auf. Nach seiner Rückkehr nach Berlin beziehungsweise Potsdam, wo er sich ein Haus gebaut hatte, wurde ihm 1932 zwar eine ausgedehnte Ausstellungstournee durch deutsche Städte organisiert; doch geriet er als «Kulturbolschewist» immer mehr unter Beschuss. Er blieb als einer der wenigen in der Novembergruppe aktiv, bis sie 1933 verboten wurde. 1938 verliess er mit seiner jüdischen Frau Deutschland und lebte zunehmend isoliert und arm in Brè sopra Lugano.

Schmid gehört zu den wenigen Schweizer Malern, die an der Neuen Sachlichkeit teilhatten. Ab 1920 wurde er von der einschlägigen Kritik als Pionier dieses Stils und als «Bringer der grossen Form» gewürdigt. Unter Verarbeitung des politischen Berliner Expressionismus und kubo-futuristischer Strömungen entstanden grossformatige Arbeiten wie Tod des Pierrot oder Klamauk, die sowohl mit Figuren aus der Welt der Gaukler und Musiker als auch mit religiösen Allegorien bevölkert sein konnten. Die unzimperlich-einfache Formensprache des Künstlers, die etwa in seiner Mona Lunavon 1920 ihren Ausdruck fand, erregte durch ihren «magischen Realismus» Aufmerksamkeit. Typisch für die Zeit um 1923–24 ist Schmids Abkehr von ambitiösen Themen zugunsten einer grösseren malerischen Sorgfalt; sie fällt zeitlich zusammen mit der Verlegung seines Wohnsitzes nach Paris und erhält entsprechend französische Prägung. Zu seiner Spezialität wurden nebst Veduten provenzalischer Städtchen vor allem kräftig gesetzte Blumenstilleben. Um 1927–1932 malte er Figurenbilder mit Billardspielern, Jazzbands oder Kellnern, die zum Besten seines Gesamtwerks gehören. Vom Surrealismus sind Darstellungen kopfloser Kleiderpuppen wie Das Duell (1930) beeinflusst.

In der Zeit des Nationalsozialismus wurden die meisten in deutschem Museumsbesitz befindlichen Werke Schmids vernichtet. Alle in Potsdam zurückgelassenen Arbeiten gelten als verschollen. Das in der Schweiz entstandene Spätwerk des Künstlers besteht vorwiegend aus Tessiner Szenen, Landschaften und Stillleben von zum Teil hoher Qualität. Schmid stiess aber eher auf Unverständnis, wie die Kontroverse um den Heliand (1946) belegt: Das für die Nationale Kunstausstellung von 1946 gemalte grossformatige Bild eines bäuerlichen Sonntagsmahls als Paraphrase des letzten Abendmahls musste aufgrund eines bundesrätlichen Vetos entfernt werden.

Schmid gilt heute als der Maler der Neuen Sachlichkeit, der den Vorbildern dieses Stils ausserhalb Deutschlands (Henri Rousseau, den italienischen Künstlern um die Valori Plastici) am nächsten kommt. Innerhalb der bisher vorwiegend national unterschiedenen Realismen dieses Jahrhunderts nimmt sein Werk daher eine Vermittlerposition ein.

Werke: Aarau, Aargauer Kunsthaus; Bern, Schweizerische Eidgenossenschaft, Bundesamt für Kultur; Brè sopra Lugano, Museo Wilhelm Schmid; Lugano, Museo d’arte della Svizzera italiana.

Patricia Nussbaum, 1998, aktualisiert 2016

Link:

https://www.google.com/search?q=wilhelm+schmid+artista&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwiqr7L84sfgAhXUAWMBHaOnANIQ_AUIDigB&biw=1334&bih=718

https://www.kunstimsonnenhaus.ch/kunstler/wilhelm-schmid/

https://www.azione.ch/cultura/dettaglio/articolo/riscoprire-wilhelm-schmid.html

https://www.flickr.com/photos/76267873@N02/6935997471

http://www.artnet.de/k%C3%BCnstler/wilhelm-schmid/2

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https://www.lugano.ch/vivere-lugano/cultura-e-tempo-libero/musei/museo-wilhelm-schmid/

https://www.tagblatt.ch/kultur/buch-buehne-kunst/wilhelm-schmid-einst-weltberuhmt-und-doch-vergessen-ld.1319831

https://www.aargauerzeitung.ch/kultur/weltbekannte-kunst-aus-dem-aargau-fast-vergessen-und-nun-entstaubt-das-wilhelm-schmid-museum-laesst-den-kuenstler-neu-aufleben-ld.2191878

https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/nella-casa-atelier-di-wilhelm-schmid?urn=urn:rsi:video:15396106

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https://mr-expert.com/artistes/estimation-cote-prix-wilhelm-schmid/

https://www.e-periodica.ch/cntmng?pid=wbw-002%3A1929%3A16%3A%3A1219

https://www.e-periodica.ch/cntmng?pid=brg-002%3A1992%3A102%3A%3A251

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https://lanostrastoria.ch/entries/xJLnLN8576q

https://lanostrastoria.ch/entries/56DXYDBk71N

https://www.luganobre.ch/it/AC-opereAutori.html

https://www.rsi.ch/archivi/dossier/Larte-in-TV-con-la-Tavolozza-di-Aldo-Patocchi--1794415.html

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